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analog soul
martedì, 16 giugno 2009 08:43 ~ cose che capitano, sometimes i smile, seya
CheshireCats
now reading: Gamers - Shanna Compton
now playing: 'Kill the troll with the nasty knife'
now watching: The Skeleton Key
random quote: 'Credo in cose reali e in altre che non lo sono e credo in altre cose ancora che nessuno sa se sono reali o no. Credo in Babbo Natale e nel coniglietto di Pasqua e in Marilyn Monroe e nei Beatles, in Elvis e Mister Ed. Guarda... credo che gli uomini siano esseri perfettibili, che il sapere sia infinito, che il mondo sia nelle mani di un cartello bancario segreto e che gli alieni vengano a trovarci regolarmente, alieni bravi e tutti rugosi che assomigliano ai lemuri e alieni cattivi che mutilano il bestiame e vogliono rubarci l'acqua e le donne. Credo che il futuro sia preoccupante e che un giorno la Donna-Bufalo-Bianco tornerà a prenderci tutti a calci nel sedere. Credo che gli uomini siano soltanto bambini troppo cresciuti con gravi problemi di comunicazione e che il declino del sesso in America coincida con la chiusura dei drive-in. Credo che gli uomini politici siano dei disonesti senza principi e credo che siano comunque preferibili all'alternativa. Credo che quando verrà il grande terremoto la California affonderànell'oceano, mentre la Florida si dissolverà, inghiottita dalla follia, dagli alligatori e dalle scorie tossiche. Credo che il sapone antibatterico stia distruggendo la nostra capacità di resistenza alla sporcizia e alle malattie e quindi un giorno verremo tutti annientati da un banale raffreddore come i marziani nella Guerra dei Mondi. Credo che i più grandi poeti del secolo siano Edith Sitwell e Don Marquis e che la giada sia sperma di drago secco, e che migliaia di anni fa, in una vita precedente, sono stata una sciamana siberiana monca. Credo che il destino dell'umanità sia scritto nelle stelle. Credo che le caramelle fossero davvero più buone quando ero piccola, che da un punto di vista aerodinamico per il bombo sia impossibile volare, che la luce sia un'onda e una particella e che da qualche parte ci sia un gattino chiuso dentro una scatola vivo e morto allo stesso tempo (ma che se non si sbrigano ad aprire la scatola e a dargli da mangiare finirà per essere morto e basta) e che nell'universo ci siano stelle miliardi di anni più vecchie dell'universo stesso. Credo in un dio tutto mio che si preoccupa per me e protegge tutte le mie azioni. Credo in un universo privo di dèi mosso da caos, rumore di fondo ed una grande fortuna. Credo che tutti quelli che dicono che il sesso sia un'attività sopravvalutata non l'hanno mai fatto come si deve. Credo che chiunque sostenga di sapere come va il mondo sia capace di mentire anche sulle piccole cose. Credo nell'onestà assoluta e nella necessità di ragionevoli menzogne sociali. Credo nel diritto delle donne di scegliere, nel diritto di un bambino di vivere, che se ogni vita umana è sacra non c'è niente di male nella pena di morte, sempre che sia possibile fidarsi di un sistema legale, e che solo uno scemo si fiderebbe. Credo che la vita sia un gioco, uno scherzo crudele, e che sia quella cosa che ti capita quando sei vivo, quindi tanto vale godersela' [American Gods]
Immaginate una ragazza. Ha 20 e passa anni, studia lontano dalla sua città. Si trova in una cucina, seduta al tavolo dove è abituata a cenare. C'è una lampada accesa, sufficiente ad illuminare il quaderno dove sta ricopiando gli appunti in bella copia. Ha una ciotola laccata in smalto rosso accanto, piena ad un quarto di cereali da colazione. Dal bagno arriva il rumore di un phon intento ad asciugare capelli, dalla stanza accanto le urla di due ragazzi che giocano a pes. Il piede della ragazza dondola avanti e indietro nervosamente, sfiorando la gamba del tavolo con l'infradito bianca. La ragazza guarda verso i fogli ma non è la sua calligrafia tondeggiante quello che realmente vede. Non è la carta riciclata, nè la bic coperta da impronte di morsetti nervosi. Non sono posti lontani nè paesi esotici, sogni di laurea o speranze di cambiamenti. Quello che la ragazza vede è qualcosa che ha già dentro, e che la rende felice. Qualcosa che ha trovato il suo riparo dentro un buco rimasto vuoto per tantissimo tempo. E adesso che è lì, anche il resto sembra avere più senso.
-Seya
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chi lo dice che debba essere per elisa?
lunedì, 09 marzo 2009 18:19 ~ musica, ricordi, scritto altrove, sometimes i smile, seya
CheshireCats
now listening: Für Elise - Ludwig van Beethoven
Mi sembra quasi di vedermi, non ancora maggiorenne e con i capelli lunghissimi raccolti in cima alla testa con un elastico da carta - di quelli che si impigliano ovunque quando li levi e fanno un male terrificante. L'aria è così densa e calda che ad ogni respiro ti sembra di riempire i polmoni con qualcosa di umido e pesante che ti preme contro il petto dall'interno costringendoti a espirare con fatica e prima di quanto vorresti. C'è un vecchio ventilatore nella stanza, che ruota sul proprio perno immobilizzandosi per qualche istante ad ogni cambio di direzione. Ogni volta che punta nella mia direzione una ventata goffa e polverosa mi investe, ma invece che pensare al momentaneo sollievo sembro preoccuparmi più che i fogli davanti a me non vengano sparpagliati sul tavolo. Tutte le stanze di normale ufficio hanno l'aria condizionata, tenuta così alta che quasi mi viene freddo se penso a doverci entrare. Purtroppo l'unico fax dell'ufficio si trova nell'archivio, e l'unica persona deve usarlo tre volte ogni cinque minuti sono io. E così eccomi qui - eccomi lì, se consideriamo che adesso sono seduta davanti a un computer a scrivere a voi - che inserisco 4 fogli alla volta per non farli inceppare e cerco i numeri da digitare nella rubrica in pelle appoggiata accanto a me. Potrebbe sembrare un lavoro noioso così di primo acchito, ma vi assicuro che per me in quel momento si trattava semplicemente del più rilassante tra quelli a disposizione. Una volta fatta l'abitudine ogni mia azione diventa meccanica e ripetitiva, tanto che dopo un poco posso permettermi di sonnecchiare ad occhi aperti nel calore del pomeriggio: gli unici rumori sono i cigolii degli scaffali pieni zeppi di volumi vecchi e il segnale telefonico che proviene dal fax. Tutto il resto si condensa nel mio respiro. All'improvviso si sente un rumore, una nota, che entra dalla finestra spalancata sovrapponendosi ad ogni suono. Come se un gigante avesse pestato con violenza a terra ogni cosa sobbalza nell'aria densa, come a volersi scrollare la polvere di dosso. E mentre tendo le orecchie per controllare di non essere impazzita per il caldo, alla prima nota ne segue una seconda e poi una terza e così via. Appoggio i fogli sulla scrivania e vado alla finestra, appoggiandomi al davanzale troppo alto per me. Conosco la canzone, perchè anche io ne so suonare un piccolo pezzo. Quasi me lo immagino il pianista che vive chissà quanti piani sopra la mia testa, chino sul pianoforte mentre suona per distrarsi dal caldo e trovare la voglia di tornare a lavorare. Magari è una ragazza come me, che come me cade nel torpore se immersa nel silenzio dell'estate. Immagino anche le altre persone del vicinato sospendere per un istante le loro attività per ascoltare il suono che sembra quasi provenire dal cemento arido. E senza rendermene conto comincio a muovere le dita per ricalcare le poche note che mi ricordo, chiudendo gli occhi fino a che la melodia non termina e l'incanto finisce. Un rumore sgradevole proviene dal fax e io corro a rimuovere la carta che si è inceppata mentre ero distratta. Sono le 2.50 del pomeriggio e, anche se ancora non lo so, accadrà la stessa cosa anche il giorno successivo e quello dopo ancora. Tutti i pomeriggi, per tutta l'estate, alla stessa ora esatta. Quello che prima era un capitare lì per caso, diventa poi un appuntamento fisso con una persona che non conosco ma per incontrare la quale mi invento anche piccole scuse per poter scappare dal ronzio freddo dell'aria condizionata e rifugiarmi nell'archivio dall'aria rovente. Così per anni. Adesso io sono in un'altra città, in altri posti e altri tempi; e mi chiedo se ancora oggi c'è qualcuno che, al mio posto e con la mia invidia, riesce a sentire ogni giorno quella musica.
-Seya
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stupid girl
mercoledì, 18 febbraio 2009 22:24 ~ cose che capitano, cambiamenti e rivoluzioni, sometimes i smile, seya
CheshireCats
now reading: la solitudine dei numeri primi - paolo giordano
now listening: an accidental memory in the case of death - eluvium
random quote: experience is the past tense of experiment [gregory alan elliott]
Se questa fosse una favola, comincerebbe così: 'C'era una volta, non troppo tempo fa, una ragazza stupida.' Che poi sarei io, prima che qualcuno possa fraintendere. Purtroppo scrivere favole non è il mio forte, e quello che vorrei dirvi questa sera è già abbastanza intricato anche senza aggiungerci incantesimi e draghi. Per andare subito al dunque, credo di essere arrivata in uno di quei momenti della propria vita in cui è necessario fermarsi, fare un respiro profondo, e ragionare. Non saprei spiegare quale sia stata la causa scatenante: mettici un paio di esami andati peggio di quanto sperassi, mettici un video di posti (troppo) lontani che aggiunge il desiderio di spazio al desiderio di tempo, mettici che era troppo tempo che non ci prendavamo un paio di ore per dormire abbracciati, mettici che ancora prima di accorgermene stavo diventando ipocondriaca senza neanche sapere bene che si potesse esserlo, mettici che non ho più tempo per fare nulla. Ma la causa non ha importanza. Ha importanza che ho riflettuto, e se vi interessa qui in seguito vi riassumerò in breve cos'ho deciso. Per il mio compleanno ho deciso che devo smetterla di avere paura di invecchiare. In queste settimane mi sono resa conto che forse è meglio che io smetta direttamente di aver paura della morte. Senza dilungarmi troppo potrei dirvi che dopo i primi giorni di riflessione il mio pensiero in merito è riassumibilissimo con la anche troppo quotata frase di Gandhi "vivi come se dovessi morire domani. Impara come se dovessi vivere per sempre". Eppure non è tutto qui. Sono nata oramai già da vent'anni ma solo negli ultimi mesi sto imparando a vivere davvero come vorrei farlo. E ancora ho tanto da lavorarci sopra. Devo smetterla di arrabbiarmi se un esame va male, ma devo smettere anche di studiare perchè 'devo studiare'. Devo trovare il coraggio di dirti davvero quanto bene ti voglio o quanto bene sto con te, e non perchè magari un giorno mi pentirò di non averlo fatto ma perchè adesso ti ho vicino e adesso voglio fartelo capire senza riserve e senza lasciarti dubbi. Se poi avrò modo poi in futuro di ripetertelo ancora e ancora, ne sarò tanto felice. Devo smetterla di cadere dalle scale perchè un giorno le mie ossa si stancheranno di rimbalzare, e allora saranno guai. Devo smetterla di tenere il broncio se 'uffa ma lei mi copia tutto1'. Adesso basta, la sua vita può rovinarsela quanto le pare. Non ho altro tempo da dedicarle. Devo smetterla di litigare con mia sorella o con mia madre, perchè ho tante cose belle da condividere con loro e poco tempo per farlo. L'altro giorno mi ritrovavo a dover mettere per iscritto due righe per descrivermi. Ho ripensato ad una frase del film di Into the Wild, che penso possa riassumere egregiamente questa nuova fase della mia vita. The core of mans' spirit comes from new experiences. Il cuore dello spirito degli uomini nasce dalle nuove esperienze. Io voglio fare nuove esperienze. Voglio leggere, voglio scrivere, voglio fare foto, voglio ascoltare musica, voglio studiare, voglio suonare, voglio viaggiare. Voglio imparare ad avere più fiducia, voglio essere capace di amare senza più nessuna paura e nessuna lacrima facile, voglio essere capace di perdonare e di voltare pagina quando serve. Voglio che mi raccontiate le vostre storie, che mi parliate di posti lontani o di cose che conosco benissimo. Voglio diventare forte. Voglio tenermi strette le persone che ho accanto e che mi vogliono bene, perchè senza di loro non avrei senso. Ma voglio anche imparare a contare su me stessa e a reggermi sulle mie gambe, perchè se riesco a camminare senza bisogno di un bastone allora potrò essere io ad aiutare voi ad andare avanti. Mostrarvi cose nuove. E magari fare nuove esperienze. Cominciate a pensarci sul serio, e dopo aver pensato agite. Perchè forse non ve ne siete accorti ma io, mentre stavate leggendo e ancor prima di completare questa frase, ho già cominciato.
-Seya
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all childrens, except one, grow up
domenica, 14 dicembre 2008 00:02 ~ cose che capitano, sometimes i smile, seya
CheshireCats
Now Listening: Down by with the Sally Garden
Now Reading: La solitudine dei numeri primi - Paolo Giordano
Random Quote: Birthdays are just nature's way of telling us to eat more cake.
È la terza volta che riscrivo questo post. La prima volta volevo raccontarvi che ho deciso di convincermi cambiare il mio atteggiamento nei confronti dei miei compleanni [che chi mi conosce saprà essere stato fino a questo momento decisamente poco maturo] in modo da non dovermi trovare tra trecentosessantainque giorni con lo stesso stato d'animo. Dopodichè mi sono detta che non era la cosa giusta da fare, perchè non voglio ricordare anche questo come un giorno passato a scappare dalla paura o dalla stizza [di cosa poi?], e che sarebbe stato meglio spiegarvi perchè in realtà sono felice. Poi mi sono domandata perchè farlo. Insomma, a quale pro? So di essere felice e probabilmente a voi non interessa particolarmente delle ragioni per cui lo sono. A meno che voi non siate la ragione della mia felicità, e allora questo post è dedicato a voi. A voi che mi parlate, a voi che discutete con me, a voi che mi supportate e a voi che mettete in dubbio i mei pensieri per farmene trovare di migliori o aiutarmi a confrermare le mie idee. Dedicato a te che mi sei sempre stata vicina da quando sei nata e che anche se sembri tanto diversa da me sei e rimarrai la cosa a me più affine. A voi che mi avete cresciuta e mi avete insegnato che non dovrò mai smettere di farlo. A voi che mi avete fatto conoscere la musica, a voi che mi avete insegnato ad amare i libri e l'odore dell'inchiostro fresco. A voi che avete fatto la strada con me per andare a scuola nel freddo del lunedì mattina, a voi che non siete andati al largo a nuotare per rimanere insieme a me. A voi che mi allacciavate le scarpe quando ero troppo piccola per farlo da sola, a voi che non vi siete accorti che durante le vostre verifiche copiavo e a voi che avete continuato a dire che prima o poi avrei imparato a mandare quella palla dall'altra parte del campo. A voi che avete scoperto l'america e avete portato tutte le cose buone come il cioccolato le patate e i popcorn. A voi che condividete con me una caldaia malfunzionante, un frigorifero nuovo e la cucina più gialla del reame. A voi che mi avete fatto le punture che era giusto farmi anche se avevo la faccia di una pronta a ridurvi in brandelli. A voi che avete inventato il sudoku. A voi che ci sarete sempre. A voi che credete in me. E infine a te, che sei arrivato all'improvviso e hai fatto quello che credevo impossibile potessi fare. Che sei passato dalle porte che avevo chiuso e mi hai dato quello che non avevo mai ricevuto. Grazie. A te e a tutti voi altri. E anche un po' a me, che ho trattenuto le lacrimuccia fino alla fine del post e continuerò a farlo almeno fino alla mezzanotte di domani. Perchè un compleanno è una ragione sufficiente per sorridere. E io ne ho venti tutti per me.
-Seya
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kit di sopravvivenza universitaria
martedì, 21 ottobre 2008 19:10 ~ cose che capitano, scritto altrove, sometimes i smile, seya
CheshireCats
Now Listening: Always With Me, Always With You - Joe Satriani
Now Reading: Buon'apocalisse a tutti - Pratchett and Gaiman
Random Quote: "There are two types of people in this world, good and bad. The good sleep better, but the bad seem to enjoy the waking hours much more." [Woody Allen]
h 12.35, ora di Sistemi Operativi
"Oramai è un anno che studio qui a Bologna, e tutte le cose allora mi sembravano entusiasmanti novità ora sono diventate parti integranti della vita mia e di altre decine di studenti. Ecco le cose di cui, ho imparato, noi universitari non possiamo fare assolutamente a meno.
# sudoku del City, cruciverba del Metro. Non trovare neanche uno di questi due giornali prima di entrare a lezione equivale condannare la giornata ad una rovinosa esperienza di sopravvivenza. Quando la palpebra calante sembra avere il sopravvento, è arrivata l'ora di dar mano ai giornali e dedicarsi alle nobili attività enigmistiche. Da farsi da soli, in collaborazione o nell'emozionante versione 'sfida all'ultimo sangue'
# badge elettronico. Utile tanto quanto il tesserino sanitario. Le lavatrici in cui si utilizzano sono dei trappoloni mortali che popolano gli incubi di ogni studente
# volantino della pizzeria preferita. ha un posto d'onore nella cucina di chi studia fuori casa. consegna a domicilio e bibita in omaggio ad ogni pizza è la soluzione più consigliata.
# bic nera. Eventualmente accompagnata da bianchetto ed evidenziatore, è tutto ciò che rimane dell'equipaggiamento delle scuole superiori
# coinquilino dai piedi di fata. Ogni volta che cammina in corridoio sembra che stia passando un elefante con l'urgenza di andare in bagno. Anche a piedi nudi fa il rumore di una gigantessa con tacco 13. Ovviamente è quello che la notte rientra a casa più tardi di tutti.
# bici rubata. Serve solo a ravvivare la conversazione a tavola per narrare dove e come vi è stata portata via. Una sorta di cicatrice di guerra.
# pianta grassa. Sfogo dei pollici verdi universitari che non si possono permettere di coltivare verdeggianti distese di felci e bonsai, finisce in breve tempo soffocata dall'eccessiva acqua e dal troppo amore
# biscotti della mulino bianco. Disponibili anche in versione Plenty/Pam. Sono il pasto principale dello studente insieme a pizza, scatolette di tonno e sughi barilla. Così come le bottiglie d'acqua, il modo e le tempistiche con cui esauriscono rimangono misteri irrisolvibili
# quello che a lezione fa centomila domande. Non sta mai zitto. Ha marchiato col fuoco il suo nome sui banchi in prima fila e soffre di torcicollo continuo a forza di annuire con la testa ad ogni sillaba del prof. Non ha ancora capito che "c'è qualche dubbio?" e "tutto chiaro?" sono domande retoriche, e che non serve inventarsi problematiche astruse per mostrsi interessato. Durante le pause va a chiacchierare con l'insegnante, o si limita a sorvegliare le sue cose mentre lui va a prendersi un caffè. Quando a fine lezione hanno già tutti cappotto addosso e borsa a tracolla lui alza la mano per domandare un breve riassunto degli ultimi 47 argomenti.
# 30 cent. vanno bene per un caffè, un tè caldo o un pacchetto di cracker. assolutamente necessari se si vuole arrivare a sera.
Ho dimenticato altro?"
-Seya
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girando in fila per due
domenica, 21 settembre 2008 20:04 ~ blog, cambiamenti e rivoluzioni, sometimes i smile, seya
CheshireCats
Now Listening: Mad World - Gary Jules
Now Reading: Nero Wolfe, Champagne Per Uno - Rex Stout
Now Playing: Zelda..?
Random Quote: 'What do I have to say about Bach's life work? Listen to it, play it, love it, adore it --- and shut up! ' [Albert Einstein]
Non mi sono dimenticata del blog, sul serio. Passo di qui tutti i giorni, come per controllare se per caso si è aggiornato da solo, per vedere se durante la notte mi sono svegliata sonnambula e ho cominciato a scrivere senza neanche rendermene conto. Per adesso comunque non è ancora successo. Comunque mi manca un po' scrivervi. A volte lo farei, perchè mi vengono in mente cose divertenti da dirvi, ma poi o non sono al pc o come mi metto a farlo comincio a pensare 'no dai, è una cosa troppo stupida, meglio lasciar perdere'. Tipo l'altro giorno che mi sono ricordata di quando all'asilo le maestre ci portavano 'in gita' a visitare la città o paesi vicini. Ognuno di noi aveva il suo super zainetto preparato diligentemente dai propri genitori in cui puntualmente si cercava di ficcare qualcosa di nascosto approfittandone dello spazio avanzato tra i fazzolettini di carta e la bottiglietta d'acqua marmocchio-friendly. Per esempio un evergreen era portarsi dietro un giocattolo, di solito un bambolotto per i maschi e un peluche o una barbie per le femmine. I meno pretenziosi si accontentavano di una sorpresa degli ovetti kinder. Ovviamente il peluche che portavo con me non era MAI il mio preferito perchè nelle mie piccole orecchie risuonava costante il parentale avvertimento 'guarda che se lo perdi poi non puoi più giocarci'. Giammai! Prendi me al suo posto! Dopo aver spiegato il motivo del momentaneo tradimento al mio pupazzo preferito [nel caso si fosse offeso] la scelta ricadeva quindi su un esemplare di categoria B, che finiva regolarmente dimenticato sul fondo dello zaino e ne riemergeva solo la sera, tutto imbriciolato e spiegazzato. A questo punto era necessario estendere le vettovaglie a due persone, e quindi si aggiungevano un succo di frutta alla pera e un paio di biscotti (i most wonted all'epoca erano ovviamente i plasmon) destinati a saziare il mio piccolo amico. I biscotti, dopo una stoica dimostrazione di autocontrollo, venivano divorati in macchina e non arrivavano neanche a vedere l'ingresso dell'asilo. Il succo poteva vantare una vita media decisamente più longeva per il semplice fatto che non ero capace di aprirlo da sola. Altro pezzo immancabile, il k-way (che in casa mia è sempre stato chiamato kappauei), che non ho MAI utilizzato in 20 anni di vita ed è sempre stato di impiccio in tutti i momenti possibili, soprattutto quanto ero per l'appunto una babberottola. Se la giornata lo richiedeva, era possibile dotarsi della pratica bussola di Topolino così, nel caso in cui ci fossimo persi tra le tortuose ed impervie strade di Ravenna, avrei potuto indicare coraggiosamente dove si trovava il Deposito di Zio Paperone prima di mettermi a piangere. Vi lascio immaginare da soli quante volte mi è capitato di servirmene.
-Seya
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di inchiostro e memorie
domenica, 15 giugno 2008 20:06 ~ sometimes i smile, seya
CheshireCats
Now Reading: Nessun Dove - Neil Gaiman
Now Listening: And then there were silence - Blind Guardian
Random Quote: "For those about to rock, we salute you." [AC/DC]
Da qualche anno ho l'abitudine di usare la mia agenda non come promemoria per ciò che deve ancora accadere, ma come luogo di memoria delle cose giù successe. Non è come un diario, e le frasi che vi scrivo sopra sono brevi e telegrafiche. Così se mai un giorno mi domanderò come passavo le giornate a questa età avrò una risposta completa ed oggettiva, e riuscirò a ricordare cose che altrimenti rimarrebbero disperse in un angolo remoto della mia mente. Prendo una delle agende che conservo tra i libri sul mio comodino, e la apro alla data del 15 giugno 2007. Un anno fa. Nell'angolo in alto a destra c'è scritto semplicemente ' - 5 ', mentre al centro della pagina, in corsivo, una bic nera ha tracciato la scritta 'cena di classe'. Un anno fa mancavano 5 giorni all'esame e si è svolta la mia ultima cena di classe, della quale i miei ricordi sono molto vaghi [fatta eccezione per la brioche all'una di notte e per la mia macchina che derapa sulla ghiaia del parcheggio]. Ma come al solito, non sono qui per parlare di ricordi e malinconia. Non voglio mettermi a discutere su come certi periodi trascorrano dilatati, come se appoggiati su una piastra rovente, mentre altri passino così veloci da non lasciarti il tempo di voltare la testa per guardarti alle spalle. Per una volta voglio limitarmi a sedere davanti alla me stessa di 12 mesi fa, osservandola come farà la seya del prossimo anno con me. E così seduta vedo in lei solo un sorrisetto modesto, come quello di chi sa che sta per cambiare tutto ma non ha idea del come. Mi vedo indosso i jeans che adesso mi stanno larghi, sul naso gli occhiali che - ora lo so - finiranno rotti, vedo le mie mani senza cicatrci e il gomito con la fascia per la tendinite che adesso non c'è più. Vedo che sul mio viso non c'è ombra che mi riveli quello che mi succederà, le cose che vedrò, chi incontrerò, e non esiste ancora neanche pensiero o speranza di vivere quelle cose, vedere quei luoghi, incontrare quelle persone. Vedo ancora accese luci destinate a diventare lampadine rotte, e mi accorgo di tutti i punti oscuri in me che adesso sono illuminati. Vedo occhi che ancora non sanno di saper piangere e labbra che non ricordano di poter sorridere. E al di là di tutte le congetture che voi possiate fare, di tutti i se e di tutti i ma che si riescano a presupporre, sento di avere abbastanza fiducia in quello che sono ora da poter dire che la persona su cui poserò lo sguardo tra un anno non avrà niente da invidiare a quella che ero allora. Perchè adesso, sopra ad ogni altra cosa, sono felice.
-Seya
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quello che sono in grado di darmi
lunedì, 19 maggio 2008 00:14 ~ pensieri, sometimes i smile, seya
CheshireCats
Now Listening: Heaven Calling - Vision Divine
Now Reading: Il cimitero senza lapidi ed altre storie nere - N. Gaiman
Random Quote: "After that there were no roses anymore. Not for anyone." [Valerie - V for Vendetta]
È incredibile come certe piccole cose riescano a dare soddisfazione più di tanti altri successi. Qualche volta capita di rimanere indifferenti davanti a persone che si complimentano per un buon risultato a scuola, o per un traguardo raggiunto sul lavoro, e al contrario ci si esalta per minuscoli avvenimenti della giornata. Aprire il forno con indosso i guanti da cucina e scoprire che la torta questa volta sembra essere riuscita come si deve. Scrivere il punto alla fine di un lungo racconto che per settimane ci ha tenuti impegnati e concentrati. Accorgersi che sono spuntati i primi germogli delle violette seminate a febbraio, o che il pesco del giardino ha fatto i frutti per la prima volta da quando è stato piantato. Sconfiggere il boss finale dell'ultimo livello nel cuore della notte, con il lenzuolo tirato fin sopra la testa e un po' di paura di venire scoperti ancora svegli. Dominare quella maledetta funzione di Eulero, o riuscire a far muovere due animazioni nella stessa finestra di java senza che il computer protesti. Le cose che si riescono a creare dal nulla, molte volte, sono quelle che lasciano in bocca il sapore dolce della vittoria orgogliosa di sé. E la mia opinione è che non ci sia niente di male a trarre felicità da tutto ciò. Ho visto tantissimi adulti osservare il proprio figlio con un sorriso e dire che mai avrebbero creduto di 'poter fare una cosa così bella'. Non so dire se si tratti di un luogo comune, o di una cosa detta per emulazione; eppure sono convinta che ci sia qualcosa di misteriosamente soddisfacente nel poter dare vita a qualcosa che prima non esisteva. Inventare una fiaba, lavorare un maglione ai ferri, creare un programma capace di risolvere un problema dato, qualsiasi sia l'oggetto del nostro impegno. E mi viene da chiedermi quanti siano in grado di trarre lo stesso piacere nel creare sensazioni o sentimenti nelle altre persone. Essere orgogliosi di un sorriso dato, o felici anche solo perchè si riesce ad amare una persona. Forse alla base di tutto questo c'è solo la volontà egoistica di sentirci capaci di fare qualcosa, la necessità di riuscire a confermare l'esistenza di quel po' di potere che gestiamo tra le nostre mani. Anche se così fosse, io al momento non riesco a vederci molto di male: sono più portata a pensare che il vero egoismo sia quello che ci spinge ad utilizzare quel piccolo potere per fare felici noi senza tener in considerazione il resto. Ma se fare felici noi non danneggia gli altri, e anzi talvolta li rende felici a loro volta, è comunque il caso di vergognarsene?
-Seya
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torte e pinguini
sabato, 23 febbraio 2008 10:27 ~ random, post-it, sometimes i smile, seya
CheshireCats
A volte mi capita di aprire gli occhi dopo una notte di sonno profondo e trovarmi a fior di labbra una domanda che neanche io so da dove venga. È lì rimane per qualche istante, come una farfalla che prende un attimo di riposo. Puoi ignorarla, e allora non appena volerà via ti dimenticherai di lei e di ciò che portava con se. Oppure puoi osservarla con attenzione, imprimendo nella mente quello che vuole e facendoti carico della sua ricerca. Nessuna domanda esistenziale, nessun filosofeggiare. Cose inutili, per lo più. Per esempio, dove vanno a finire tutte le conchiglie che i turisti non si portano a casa? Quanti secondi vive un fiocco di neve? Le balene si muovono nel sonno? Perchè a volte, quando ci si osserva allo specchio, ci sembra di avere una faccia completamente diversa dal solito? Chi scalda le lacrime prima che cadano? Esistono fiori verdi? Perchè a volte quando succede qualcosa di bello senti come un pugno dolce e tiepido all'altezza della pancia? Come mai sui denti in alto a destra passo meno con lo spazzolino? E non potrebbero inventare un dentifricio che non ti lasci quel retrogusto disgustoso da 'non osare bere del succo di frutta se non vuoi morire'? Perchè quando salgo in ascensore ci si guarda tutti in faccia mentre nei film le persone sono girate verso l'uscita? Avrei altre domande, ma un po' perchè è tardi, un po' perchè alcune me le tengo per me, chiudo qui la puntata di superquark di oggi. Non ho soldi da darvi in cambio, ma le vostre risposte sono ben accette comunque.
-Seya
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ho assaggiato la neve
venerdì, 04 gennaio 2008 23:37 ~ pensieri, cose che capitano, nostalgia, scritto altrove, sometimes i smile, seya
CheshireCats
(da un foglio scritto a matita da qualche parte tra padova e ferrara nel tardo pomeriggio del 4 gennaio 2008)
'io odio le stazioni. sono caotiche. la gente ti urta, si ferma nel mezzo del corridoio, ti passa davanti per trovare un posto a sedere nel vagone più vicino. sono sporche. l'odore è cattivo, i muri pieni di scarabocchi e neanche il più invitante dei distributori ti invoglia a toccare qualcosa di commestibile lì in mezzo. sono rumorose. gli annunci si susseguono continui, i bambini più piccoli strillano di gioia per la novità del posto, le televisioni pubblicitarie ripetono fino alla nausea una manciata di motivetti stonati. eppure in ogni stazione c'è qualcosa di sconvolgentemente meraviglioso. tu sei lì, seduto sulla tua valigia, nel bel mezzo del marciapiede al binario 5, e tieni le mani ben infilate in tasca per timore che ti rubino il cellulare. è un tardo pomeriggio di gennaio, di quelli in cui non capisci neanche che tempo fa perchè alle 18 è già buio. insomma sei lì in mezzo, e hai un freddo del porco, e mentre ti volti per vedere se arriva il tuo treno qualcosa ti colpisce in pieno volto, con la stessa violenza di uno schiaffo, e allo stesso modo ti lascia, ammutolito e barcollante mentre le prime lacrime ti salgono agli occhi. non sai neanche tu perchè piangi, sai solo che eri lì, seduto nel caos, nello sporco e nel rumore e all'improvviso ogni cosa ti sembra dannatamente bella. ci sono centinaia di persone intorno a te; persone che piangono abbracciandosi, persone che lavorano al palmare, persone che sbadigliano o che buttano nel cestino la confezione vuota ed unticcia del tramezzino. e tu sei l'unico ad accorgersene. sei l'unico che, senza neanche sapere perchè, spalanca gli occhi e si rende conto che non è il solo ad avere un motivo per essere lì. così, esattamente in quell'istante, ti prende alla gola l'idea di quante persone erano sedute lì, prima di te, di quante lacrime ed addii hanno visto quel posto e di quanto poco rimanga di essi. anche se tu, sempre e solo in quel preciso istante, te ne sei ricordato per la prima volta. e magari tutto questo ti spaventa, tanto che rovisti affannosamente nel cumulo delle emozioni altrui nel tentativo di radunare quelle che ti appartengono. e così ricordi la neve fresca. ricordi la cioccolata ed i biscotti, i film fino alle 6 di mattina e le guerre a cluedo. ricordi il respiro di una casa piena di amici che dormono, il contatore dell'elettricità che va in allarme sul più bello e i pizzicotti sulle guance. così la stazione perde i suoi contorni definiti, non senti più il rumore delle rotaie nè lo scalpiccio nervoso della gente. continueresti a rovistare tra le cose che che hai vissuto, se solo non arrivasse il tuo treno. e anche se il tuo sguardo sembra triste e lontano, mentre sali gli scalini troppo alti del vagone riesci a distinguere chiaramente che dentro te, all'altezza del petto, ora alberga qualcosa di tiepido e morbido. cosa chiedere di meglio?'
-Seya
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e così ho raccolto i tuoi ricordi
giovedì, 13 dicembre 2007 01:31 ~ nostalgia, sometimes i smile, seya
CheshireCats
Now Reading: Eragon - Cristopher Paolini
Now Listening: sshh... sto cercando di studiare, la musica deconcentra
Random Quote: Never get angry. Never make a threat. Reason with people. - Don Vito Corleone [The Godfather]
D'accordo, ho mentito. Ho freddo. E sento le gambe vagamente intorpidite dato che è circa 3 ore che non le muovo di mezzo millimetro. Lo farei, se non fosse che ci ho messo così tanto tempo a coprirmi decentemente con la mia super coperta che adesso non oso spostarle per non dover ricominciare tutto da capo. Si, va bene, so che dovrei studiare. Anzi è tardi, quindi dovrei dormire. Ma proprio non ne ho le forze adesso. Esatto, sono così stanca che non ho la forza di dormire. Più che altro perchè la stanchezza porta pensieri, i pensieri portano ricordi, e con i ricordi non si riesce a chiudere occhio. Puoi anche provare ad addormentarti, ma si faranno spazio con la forza nei tuoi sogni, e tu sarai costretto a dar loro ascolto. Soprattutto perchè le cose che sto ricordando adesso non sono scene della mia vita. O per lo meno, sono cose che ho provato io, ma che anche persone forse riconoscerebbero nel sentirsele descrivere. È un po' come avere il fiatone dopo una corsa, o sete quando fa caldo. C'è chi ci fa meno caso, e magari arriva addirittura a dimenticarsi tutto dopo poco. Altre persone invece prendono questi momenti per le ali e se li infilano in tasca, così da poterli appoggiare sul tavolo della cucina una volta a casa, per osservarli meglio prima di liberarli un'altra volta. Quindi adesso ci sono io, raggomitolata sul mio letto, che sento le guance calde e la testa che si fa pesante per il sonno. Ma ci sono anche io, in una notte di mezza estate, seduta sulla panchina di una via piena di case e lampioni silenziosi, con quel soffio di vento fresco che solo in pieno agosto riesce a sollevarsi così in fretta e ad allontanarsi con la stessa velocità, lasciandomi con la consapevolezza che il giorno dopo nessuno verrà a svegliarmi per andare a scuola. Ci sono io che cammino nella strada più affollata della città, e non sono tanto le luci colorate e soffuse dei negozi a ricordarmi che tra poco iniziano le vacanze invernali, quanto il fatto che sotto la sciarpa di lana sto già sorridendo nel pensare alla faccia che farà quando vedrà il mio regalo. Ci sono io sdraiata sull'erba a guardare le stelle e per una volta non penso a tutte le formiche che mi si staranno infilando tra i capelli. Ci sono io che sotto il calduccio delle coperte, al culmine di una dormita domenicale, sento il campanello che suona e penso che qualcuno dovrà ringraziare il fatto che sono troppo assonnata per imprecare ad alta voce. Ci sono io accanto al finestrino del treno con un sorrisetto sulle labbra, e anche se guardo fuori le uniche cose che riesco a vedere sono quelle che ho fatto o che ancora devo fare. Ci sono io che alzo gli occhi dal libro e vedo insieme la pioggia e i panni stesi fuori ad asciugare [magari accanto al ds appoggiato sul tavolino del terrazzo], ed ogni particella che forma la mia antisportività va a farsi fottere perchè 30 secondi dopo ho già portato tutto in salvo. Ci sono io con la penna in mano e una pagina piena di appunti freschi di inchiosto, e c'è la mia attenzione che va a farsi benedire perchè mi sono ricordata dell'altro pomeriggio, o perchè mi è caduto lo sguardo sul ragazzo seduto in terza fila. Ci sono un sacco di cose che vorrei raccontarvi, ma probabilmente non serve perchè sapete già come ci si sente a provarle. Ed è proprio questo il bello.
-Seya
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E se il toner della stampante è esaurito?
giovedì, 25 ottobre 2007 21:03 ~ pensieri, sometimes i smile, seya
CheshireCats
Now Listening: Yoshihisa Hirano and Hideki Taniuchi - L's Theme
Now Reading: Anselm Audley - Ribellione
Random Quote: To fear love is to fear life, and those who fear life are already three parts dead. [Bertrand Russel]
Oggi è accaduta finalmente una di quelle 'Prime-Volte-Che vedo/faccio/ascolto/mangio/calcio qualcosa" che se non altro è abbastanza degna da essere per lo meno citata in questo blog. Esistono un sacco di pvc (prime-volte-che, per intenderci) che non riesco nemmeno a ricordare o che non ho mai raccontato a nessuno per un motivo o per l'altro. Non ricordo la prima volta che ho fatto il bagno al mare, nè dov'ero quando pensavo ancora che fare l'alba senza andare a dormire neanche cinque minuti fosse una pazzia. Non ho mai raccontato a nessuno com'è caduto il mio primo dente (e no, non sono inciampata se è questo quello a cui stai pensando >_>) nè da quale primo episodio proviene tutto il mio odio verso i pesci morti. Ho passato dieci minuti buoni accoccolata nella mia fida coperta cercando di ricordare la prima volta che ho assaggiato la neve o che ho litigato con un prof. Non potrò mai saperlo, probabilmente. Ad ogni modo quello che mi stavo già dimenticando di dirvi è che oggi ho dato il mio primo esame universitario, ed è andato bene. Anzi benissimo, considerato il pessimismo cosmico che mi sforzavo di far aleggiare su questa faccenda. Se c'è una cosa di cui sono contenta è che con questo esame se n'è andata anche gran parte dell'agitazione che avevo addosso nei giorni passati [no, non avevo il ciclo.] Quindi posso finalmente concedermi di scrivere un post da non depressa, e passare una serata leggendo i libri che mi piacciono, guardando i programmi che mi interessano e parlando con le persone a cui tengo senza avere troppe regole di Dipartimento per la testa. E se vi sembra una cosa troppo banale per essere scritta qui perchè magari riuscite a sorridere tutti i giorni come sto facendo io adesso, allora siete fortunati. Un altro buon motivo per essere contenta.
-Seya
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 Benvenuti nella nostra fabbrica. Potrete trovare gli oggetti che da sempre desiderate e le cose che più bramate. Abbiamo un vasto assortimento di stivali per gatti, palloncini bucati ed avvocati senza scrupoli. Se vi inoltrerete tra i nostri scaffali (a vostro rischio e pericolo) troverete post-it in carta di riso, lampadine da ricambio per le vostre stelle, principesse in età da marito, guanti da bianconiglio e mappe del tesoro. Magari vi perderete tra i nastri trasportatori, i rulli compressori e tutti i macchinari che finiscono con ori. Qua e là per la fabbrica troverete pezzi del nostro cuore e della nostra mente, momenti della nostra giornata e attimi della nostra vita: non portateli via. Osservateli se volete, commentateli, sono messi lì apposta. Non chiederemo soldi in cambio della nostra merce, nè vi costringiamo a rimanere. Ad ogni modo, ci auguriamo che la permanenza risulti piacevole e speriamo che possiate trovare l'innaffia-nuvole che stavate cercando senza saperlo.
Seya |
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Amo/Odio: La pioggia, il cioccolato, il passato, svegliarsi prima di quanto si dovrebbe, il cioccolato di nuovo, la doccia, le scarpe con il tacco, i farmaci, i viaggi in aereo, le amiche che parlano tanto, il bianchetto, sentire qualcuno che parla di te, i viaggi in generale, un abbraccio, piangere, la neve, la spiaggia, il mare, chi ascolta musica, il doposole, gli sms di mio babbo con i risultati del calcio, la scuola, la mamma, le candele, seya, le vacanze corte, il miele e tante altre cose che ora non ricordo.
Musica: Blind Guardian, Edguy, Epica, Vision Divine, Avantasia, AC/DC, Rhapsody, Symphony X, Stratovarius, Norther, Tystnaden, Helloween, Jorn Lande, Apocalyptica, Dark Moor, Disillusion, Amorphis, Savatage, Ayreon, Blackmore's Night, Silentium, Fjoergyn, Within Temptation, Mors Principium Est, Lunatica, Elvenking, The Who, Embraced, King Crimson, Mozart, Joe Satriani, Sigur Rós, Metallica, Eternal Tears of Sorrow, Dark Lunacy, Immediate Music, Slumber, Iron Maiden, Russell Allen, Liquid Tension Experiment, Twisted Sister, Queen, Trick or Treat, Altaria, Dire Straits, Billy Joel, Sonata Arctica, The Velvet Underground, Iced Earth, Nightwish, Novembre, Twilight Ophera, Krypteria, Bach, Hurt, Kalmah, Die Apokalyptischen Reiter, Clint Mansell, OSI, Maria Callas, Poison, Katatonia, Freedom Call, Haggard, Eric Clapton, Dream Theater, Pachelbel, Gamma Ray, Dragonforce, Genesis, Manowar, Dream Evil ed altri vari |
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È la ciliegina sulla torta di cui tutti sentono parlare ma che pochi hanno avuto l'onore di vedere nella realtà e ancora meno di assaggiare. Eppure, per quanto la prima impressione possa essere ottima e invitante per tutti, posso assicurarvi che in realtà lei è ancora meglio di quanto chiunque si aspetti. È un campo di girasoli durante un viaggio in macchina noioso, una patatina fritta finita per sbaglio sulla tua pizza margherita. Ti fa allargare gli occhi per la sorpresa e non riesci a trattenere un sorriso di cui tu solo sai il significato. È la punta di cioccolato di un cornetto, la schiuma del bagnoschiuma ai frutti di bosco (che non brucia gli occhi però). Ti consola quando sei giù di morale, e tira fuori da te la parte più dolce che tutti dimentichiamo. È un cd con la tua musica preferita, il libro che non smetteresti mai di rileggere. Ti fa passare dei momenti felici, senza chiederti nulla in cambio se non l'affetto che chiunque vorrebbe darle. È una delle persone migliori che puoi sperare di incontrare, e ti consiglio di tenertela stretta, senza farle male. E quando sarà inverno, quando sarà primavera, estate ed autunno, stai certo che lei sarà lì accanto a te, pronta a strapparti una risata o a meravigliarti con qualcosa di nuovo. Perchè lei è Hikari, e nessuno riuscirà mai a cancellare dai suoi occhi quella luce che solo lei può avere. Per fortuna.
Seya
Hi ka ri, ci sono parole per descriverla? E' un fiore, un piccolo bellissimo fiore che sboccia.
E' lo spiraglio di luce che fende le nuvole dopo una giornata di pioggia. E' l'aroma del caffè le mattine d'inverno e il marshmallow nella cioccolata calda.
Hikari di una dolcezza infinta, Hikari che ti fa sorridere quando sei triste e ti sorride anche quando è triste. Una di quelle poche persone di cui sei assolutamente felice d'averne fatto la conoscenza. Un oggetto luccicante in uno sterminato prato verde. Una parola dolce nel momento giusto, e un'adorabile custode.
Una persona per la quale sprecarsi a scrivere una cosa del genere. Perchè merita questo e tanto altro.
Giulycat
Musica: Abyssaria, Abyssos, Ajattara, Amniotic Count, Amok, Amorphis, Anathema, Anorexia Nervosa, Apocalyptica, Arch Enemy, Arsis, Blackmore's Night, Blind Guardian, Catamenia, Children of Bodom, Dark Lunacy, Dark Tranquillity, Death, Demiurg, Dimmu Borgir, Disillusion, Dragonland,
Elvenking, Embraced, Emperor, Enslaved, Ensiferum, Epica, Eternal Tears of Sorrow, Finntroll, Fjoergyn, Graveworm, Helloween, Idolator, In Flames, Insomnium, Iron Maiden, Kalmah, Katatonia, Killswitch Engage, Lacrimas Profundere, Mar De Grises, Midnattsol, Moonsorrow, Morbid, Mors Principium Est, Mortiis, Nightwish, Nirvana, Nocte Obducta, Norther, Novembre, Persuader, Process of Guilt, Raintime, Rising Moon, Sadist, Sepultura, Scar Symmetry, Shining, Sirenia, Slumber, Soilwork, Sonata Arctica, Sonic Syndacate, Stratovarius, Swallow the Sun, Testament, Tiamat, Turisas, Weird Al Yancovic, Winterhorde, Wintersun e altri |