in apnea
venerdì, 17 ottobre 2008 19:30 ~ pensieri, hikari, quello che non vedremo mai
CheshireCats

alzo la cornetta di piombo e la reggo con la mano sinistra appoggiandomi con il gomito per non tremare sotto il peso, con la mano destra digito un numero di cifre infinite elevate alla decima e con un po' di fatica porto l'arnese al mio orecchio. l'aria si fa vagamente tesa, comincia a battermi il cuore un po' più forte del solito mentre assordanti tuuuu-tuuuu si fanno spazio a gomitate nel silenzio. dopo qualche secondo risponde una voce, e superata la prima fase delle frasi pronte da scongelare finisco in attesa del mio obiettivo. all'improvviso avverto uno strano senso di umidità e con aria interrogativa mi guardo intorno, prima a sinistra e poi a destra, ma con quella luce fioca e velata non trovo niente di strano: le mie mani ci sono, gli oggetti silenziosi rimangono appoggiati dove erano. non un fruscìo, un movimento, mi sembra quasi di stare in una stanza fatta interamente di marmo, dai poster attaccati con lo scotch alle soffici coperte messe alla rinfusa sul letto. solo adesso capisco il ragionamento del professore di fisica sull'energia potenziale di un corpo. non mi ero mai sforzata di capire la regola, ma in questo momento me la trovo para para davanti agli occhi, ecco, basterebbe semplicemente sfilare la mia scrivania da sotto gli oggetti silenziosamente appoggiati per farli cadere a terra in una frazione di secondo e farli frantumare in mille pezzi, tutte le tazze spaccate, il monitor del computer esploso, lo specchietto rotto. scacciando quei pensieri ridicoli e concentrandomi sulle mie mani tremanti, mi accorgo solo in un secondo momento che i miei piedi si trovano sommersi da uno strato tiepido d'acqua che filtra dalle pareti. prima di riuscire a formulare una qualsiasi spiegazione logica e razionale mi trovo sommersa fino ai capelli e catapultata in una conversazione; la cornetta si fa leggera e le mani smettono di tremare. sono in apnea ma vivo parlo e respiro, che strana sensazione! nuoto da una parte all'altra della stanza, senza toccare mai il pavimento. potrei andare in qualsiasi direzione, un po' come quando si sogna di volare. aspetta.. ecco come mi sento, sto volando!- e all'improvviso mi trovo sul paesaggio al di fuori della mia finestra, sulle collinette e le case e le strade, sto proprio galleggiando in un mare infinito e trasparente. passo da un palo a un altro circondata da pesci, vado su, giù, vicino alla superficie dell'acqua, fino a toccare il fondale.. i minuti passano e la conversazione si fa sempre più intricata e coinvolgente, fino a un punto in cui ho visto e raccontato così tante cose da non saper più dove andare. mi trovo lì, in apnea, non posso stare in silenzio o fare una pausa perchè dall'altra parte c'è qualcuno che si trova in contatto con me. è una bella sensazione sentire la sua voce, penso. mi fa fondere con l'acqua, diventare una sola cosa, potrei andare in qualsiasi posto bellissimo e accogliente alla sola condizione di non interrompere il legame. sostenere una conversazione. stavo facendo proprio quello, prima guizzando da una parte all'altra, poi in balia delle onde, quasi a farsi trasportare da un'altra forza, sto sostenendo un lungo discorso. questo bellissimo sogno prima o poi dovrà finire, penso tra me e me, io sono in balia delle onde ma il mio interlocutore è in balia delle mie parole, il discorso lo dirigo dove voglio io, lui non fa altro che adattarsi. per quanto tempo potrò sostenerlo ancora, questo piacevole peso?, e sommersa dalle mie preoccupazioni il senso di apnea ovattata comincia a dissolversi. il mio tremore, come petrolio nero buttato nell'acqua comincia a rientrare nel profondo delle mie ossa, nel midollo, torna al suo luogo di appartenenza. che fine hanno fatto i pesci, tutte le cose belle che ho raccontato? come l'acqua in un pozzo, prima o poi si dovranno prosciugare, non sono infinite, rifletto. un istantaneo click con l'inizio e la fine ben definiti, e mi ritrovo seduta sulla sedia della mia stanza semibuia. lascio cadere l'oggetto di piombo per terra, facendo scatenare tutta la sua energia potenziale.
-Hikari

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relazione ore 00.13, passo e chiudo
venerdì, 25 aprile 2008 11:57 ~ random, post-it, hikari, quello che non vedremo mai, seya
CheshireCats

Now Listening: Serenity - Dark Lunacy
Random Quote:
"so little seconds passed, yet you were gone."

prese da quel tipo inconfondibile di noia e da una certa dose di randomness, abbiamo ritenuto interessante intervistarci a vicenda. semplice ed efficace.
(seyahikari)

Che ore sono?

hikari: mezzanotte e 13
seya: una e 24

Hai le tapparelle alzate o abbassate?
hikari: alzate
seya: alzate

Di che colore hai i calzini oggi?
hikari: rossi
seya: neri

Quando ti sei fatta l'ultima doccia?
hikari: meno di un'ora fa
seya: sta mattina

Hai il raffreddore?
hikari: sì ma ce l'ho praticamente 365 giorni all'anno
seya: allergia

Ci sono crepe sulle pareti della stanza dove sei adesso?
hikari: solo una vicino la porta
seya: si, una enorme che attraversa tutto il soffitto e due sulle pareti

Ultima cosa che fai prima di sdraiarti nel letto la sera
hikari: accendo la sveglia e bevo un sorso d'acqua
seya: mi bagno la faccia

Prima cosa che fai quando ti alzi la mattina
hikari: fisso il vuoto XD
seya: guardo che ore sono

Pettine o spazzola?
hikari: spazzola
seya: pettine

Ti piace attaccare post-it ovunque?
hikari: sì e a quanto pare anche alle mie amiche
seya: si, camera mia è piena
 
Per dormire mezz'ora è meglio letto o divano?
hikari: divano
seya: divano, ma dormire solo mezz'ora è una barbarie

Quante volte al giorno usi il cellulare?
hikari: certe volte mai o solo per controllare l'ora
seya: parecchie

Ultima volta che hai camminato a piedi nudi nell'erba
hikari: quest'estate in piscina
seya: giugno scorso

Pasta con il pomodoro o con il sugo?
hikari: sugo
seya: sugo

Hai mai messo i bigodini?
hikari: no
seya: no
 
Sei il tipo che se trova una scatola di fiammiferi la tiene solo per accenderli e spegnerli subito?
hikari: già XD
seya: oh si *__* fuoco *____*

Pizza bianca o rossa?
hikari: rossa fatta bene però
seya: dipende.. se la mozzarella è croccante bianca, altrimenti rossa

Di notte il cielo è blu o nero?
hikari: nero
seya: nero

Per uccidere: pistola, veleno o spada?
hikari: spada
seya: veleno

Hai mai provato a mangiare un cono gelato dalla punta?
hikari: no, ma vedere gli altri che lo fanno mi diverte
seya: no, tranne quando sei a metà cono e dalla punta comincia a gocciolare il gelato

Il più glam dei sette nani? e quello più doom?
hikari: il più glam eolo, il più doom brontolo
seya: il più glam mammolo, il più doom dotto

Se mentre dormi ti si alzano le coperte e i piedi rimangono fuori è fastidioso o non ci fai caso?
hikari: penso che sia una delle cose che odio di più al mondo
seya: è insopportabile, e infatti faccio in modo che non capiti mai

è peggio il solletico sui fianchi o sotto i piedi?
hikari: sotto i piedi
seya: sui fianchi

Felpe intere o con la zip?
hikari: con la zip
seya: intere

Meglio le mentos o le polo?
hikari: non mi piacciono le caramelle alla menta
seya: mentos tutta la vita

L'insalata con il limone o con l'aceto?
hikari: aceto
seya: con nessuno dei due

è peggio il t-rex o i velociraptor?
hikari: t-rex
seya: velociraptor

Lettore cd o mp3?
hikari: lettore mp3
seya: mp3

Ti sei mai macchiata una maglia con le fragole?
hikari: XD no
seya: si, qualche anno fa mentre le raccoglievo

Cosa c'è; nella tua borsa/cartella/zaino/nelle tasche?
hikari: cellulare, iAsdrubale, fazzoletti, burrocacao, soldi sparsi, una penna, la macchina fotografica, mollettine e forcine sparse
seya: bic nera, evidenziatore rosa, bianchetto, cellulare, chiavi di casa, portafoglio, fazzoletti, occhiali, chiavetta usb, ciappo per capelli, post-it mini, bottiglietta d'acqua e burrocacao

Codini o trecce?
hikari: sono carini tutti e due ma non li faccio mai
seya: codini, le trecce mi si spappolano subito

Latte intero o parzialmente scremato?
hikari: parzialmente scremato, anche se intero è più buono
seya: non bevo latte

Granita preferita?
hikari: al limone
seya: alla menta

Le scarpe devono avere la punta molto arrotondata oppure non cambia niente?
hikari: arrotondata assolutamente
seya: non mi piacciono le scarpe a punta

Hai mai urlato più forte che puoi?
hikari: sì ma sono rimasta senza voce per un bel po'
seya: no, mai

Algebra o geometria?
hikari: algebra
seya: algebra

In estate punti la sveglia?
hikari: mai, a meno che non abbia un appuntamento
seya: praticamente non la punto neanche in inverno..

Ti piace mettere le sciarpe?
hikari: le metterei anche d'estate
seya: moltissimo

Neve, nebbia o pioggia?
hikari: tutte e tre, ma in particolare nebbia
seya: neve
 
-hikari

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cosa mi regali?
lunedì, 07 aprile 2008 00:28 ~ pensieri, quello che non vedremo mai, seya
CheshireCats

Now Reading: Misery - Stephen King
Now Playing:
nada de nada, ma i rabbids ci perseguitano
Now Listening: Comatose - Ayreon
Random Quote:
"Dopo il silenzio ciò che meglio esprime l'inesprimibile è la musica" [Aldous Huxley]

Una cosa di cui sono abbastanza soddisfatta, è il riuscire a raggiungere senza eccessivi problemi ogni più piccola parte della mia schiena. Mai che mi sia successo di dover dire 'Scusa, mi prude la scapola, ti spiace..?', o di agonizzare per minuti nel tentativo di risolvere da sola lo spinoso problema. Mi chiedo da dove venga il prurito, se sia immaginazione della nostra mente o uno scherzo del tatto. Tatto che, a pensarci bene, è dei cinque il senso che faccio meno caso di possedere. Insomma, immaginatevi un po' voi. Vi svegliate nel cuore della notte, e vi accorgete che un diavoletto malefico sta seduto a gambe incrociate all'altezza del vostro stomaco. Vi guarda con un sorrisetto poco gradevole, e vi spiega senza tergiversare che è venuto a portarsi via uno dei vostri sensi. Dato che si sente di buon umore, vi lascia la facoltà di decidere voi quale. Senza pensarci due volte, confermate di volervi tenere per voi la vista. Il buio è una cosa che spaventa, e temete di trovare la follia nell'oscurità. Non poter vedere gli amici ed i parenti, osservare i figli crescere, non poter andare al cinema, dipingere, disegnare, osservare vecchie foto e filmini su vhs. No, decisamente non fa per voi. L'udito? Comunicare a gesti, guardare la televisione con i sottotitoli, non poter cantare sotto la doccia e rinunciare definitivamente alla musica. La musica.. Personalmente, ne morirei. Senza gusto, ci si dimenticherebbe quasi di mangiare. Forse sarebbe la dieta perfetta, ma si rischierebbe di bere caffè zuccherato, minestra scotta, formaggio deperito e chissà cos'altro. Per non parlare di tutti i sapori persi per sempri (e dico solo una parola: cioccolato). Con l'olfatto si va più sull'incerto.. È vero, ci sono odori piacevoli che si sentono volentieri. I fiori, l'erba appena tagliata, uno shampo particolare al capibara, la terra umida e.. ho già detto cioccolato? Inoltre siete cresciuti con l'ossessione di vostra madre che dice 'senti odore di gas?'. Ma a parte questo, non vi vengono in mente altri utilizzi. E infine il tatto.. Che serve.. si beh, a toccare e cose e.. ehm.. boh? Dire se sono lisce o ruvide? Siete quasi pronti ad offrirlo al diavoletto quando vi torna in mente una cosa. Senza tatto, si può abbracciare? Hanno un senso accarezzare, baciare e sfiorare? Tenere per mano, tirare le trecce, giocare con l'acqua, impastare il pane... forse no, senza non si può. E per fortuna non ci sono esserini malefici sul mio stomaco, perchè ora come ora non intendo rinunciare a nessuna di queste cose
-Seya

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fine settimana?
venerdì, 14 marzo 2008 11:08 ~ cambiamenti e rivoluzioni, quello che non vedremo mai, seya
CheshireCats

Now Reading: Le 13 vite e mezzo del capitano Orso Blu - Walter Moers
Now Listening: Il rumore della ventola del mio pc
Random Quote: Il mattino è dovuto a tutti, la notte ad alcuni, ma solo a pochi eletti la luce dell'aurora. - Emily Dickinson

Non ne conosco l'esatta ragione, ma sento di poter affermare con certezza quasi assoluta  che un gran numero di idee strampalate hanno modo di nascere mentre ci si lava i denti. O per lo meno, questo per quanto riguarda me. Prendiamo per esempio ieri sera: mentre mi impegnavo a mettere sullo spazzolino la quantità giusta di dentifricio (non poco perchè altrimenti non serve a niente, ma neanche troppo se non si vogliono passare i successivi 20 minuti a sciacquarsi la bocca) dicevo, mentre ero presa da questa nobilissima azione mi è venuto in mente che domani siamo già alla fine settimana. Si chiamano così il sabato e la domenica, no? Fine settimana. Anche in inglese, week end, suona più o meno uguale. Ho corrugato la fronte per qualche secondo, perchè questa cosa non mi piace per niente. Ma avevo di meglio a cui pensare, e così ho tramortito la pulce che ormai albergava nel mio orecchio e ho rimandato la riflessione a questa mattina. E così ora sono qui sul divano con il pc sulle ginocchia, e mi accingo a spiegarvi cosa mi turba di questa faccenda. Il ragionamento che sta alla base della mia lamentela è questo: perchè devo aspettare la fine della settimana per poter fare quello che voglio? Insomma, perchè devo vivere la mia vita nell'attesa ansiosa che arrivi il giorno in cui poter tardi senza dover pensare "domani c'è lezione", in cui dormire fino alle quattro del pomeriggio senza che nessun coinquilino venga a dirti che sei un fancazzista, e via dicendo? Ora, premetto che negli ultimi tempi non aspetto neanche più il fine settimana con tutto questo bisogno nell'anima. Anzi, non lo aspetto e basta. Però è un discorso che voglio fare in generale, perchè credo che la mia sia una buona idea. Tenetevi forte e fate un bel respiro: perchè non possiamo far iniziare una settimana al sabato? Lo so, detto così suona malissimo, sembra una stupidaggine qualsiasi Burocraticamente non cambierebbe nulla, la successione dei giorni sarebbe sempre quella. Pensateci meglio però: si partirebbe con un po' di relax, e come dicono tutte le prozie 'chi ben comincia è a metà dell'opera'. Inoltre l'inizio di una nuova settimana non sarebbe più associato al monotono via e vai del lavoro o dello studio, ma sarebbe accolto con gioia perchè significherebbe che è arrivato il momento di riposarsi un po'. Non si sbufferebbero più frasi come "è già finita la settimana, domani di nuovo lavoro", ma verrebbero sostituite da "finalmente una nuova settimana, domani si dorme". Converrete con me che suona in maniera decisamente più piacevole.
-Seya

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sipario - side b
martedì, 05 febbraio 2008 19:52 ~ pensieri, quello che non vedremo mai, seya
CheshireCats

Now Listening: Hymn - Edguy
Now Reading: Shining - Stephen King
Random Quote: "Do you not ever wonder why these leaden tears will never dry?" [Blank Infinity - Epica]

Ho voglia di pensare ad altro. Qualsiasi altra cosa, per favore, va bene tutto. È come essere a teatro, nel bel mezzo di uno spettacolo. Bello o brutto che sia, non ha nessuna importanza. Sai solo che le luci sono spente, fatta eccezione per quelle puntate sul palco. Non sei tu che decidi da che parte guardare, perchè se sposti sulla platea lo sguardo accecato dai riflettori difficilmente riuscirai a scorgere qualcosa di netto: solo ombre grigie, contorni di fumo scuro, e figure indefinite. Così riporti gli occhi sul palcoscenico, e mano a mano che ti fai prendere dal racconto le tue pupille si dilatano lentamente. Prima che tu te ne accorga sei di nuovo lì, con la mente avvinghiata all'intreccio della storia e le labbra appena dischiuse, come ad aspettare un liquore dolce proveniente da chissà quale terra straniera. Ti dimentichi [anzi, forse non ti sei neanche mai accorto], che intorno a te ci sono altre cento, mille persone, nascoste dall'oscurità. A te invisibili, e quindi inesistenti. Così il teatro si popola di abiti da sera luccicanti, che rimangono appoggiati allo schienale senza nessuno al loro interno. Cravatte annodate su un collo impalpabile, ventagli che si agitano come mossi per magia, scarpe senza piedi dentro esse. Il tutto completamente immerso nel buio, tanto che se davvero all'intero pubblico scomparisse improvvisamente la testa difficilmente qualcuno se ne accorgerebbe. È il palco che importa. È la tragedia che comanda. E, dannazione, the show must go on. Chi rimane indietro è perduto. Così rimani fermo, soffocando i colpi di tosse per non disturbare. Quasi dimentichi chi sei, o non ti accorgi che il tempo sta passando. Ricordi solo che all'improvviso le luci si riaccendono di colpo, e qualcosa ti scaraventa con violenza sulla tua lussuosa sedia foderata con velluto rosso sangue. Lo spettacolo è finito. E ancora un po' stordito, come un serpente che si rintana nella cesta dopo essere stato ipnotizzato, ti alzi in piedi per infilarti il giubotto, la mente che annaspa cercando di ricordare dove hai parcheggiato la macchina. Non ti senti un po' perso anche tu? A volte sembra di lasciare un pezzo di anima dentro al teatro, e di dimenticarsene non appena si esce dalla porta a vetri lucidata a specchio. Che cosa contenga quel pezzetto, non riuscirò mai a capirlo. Ma forse, se in un momento qualsiasi dello spettacolo provassi a chiudere gli occhi, ecco forse la prossima volta cambierebbe qualcosa. Senza poter vedere, sentirei le risate delle persone, gli applausi a scena aperta, il fruscio della mano che cerca un fazzoletto di carta in tasca. E abituandomi al buio completo, riaprendo poi le palpebre in direzione del pubblico potrei vedere gli sguardi e i sorrisi, le lacrime nascoste e gli sbadigli annoiati. Così se a qualcuno sparisse la testa me ne accorgerei, e potrei aiutarlo a cercarla. Forse perderei un po' della trama dello spettacolo, ma pazienza. Evidentemente non ho ancora capito cosa importa davvero. Ma a me va bene così. Credo che vada bene così. O no?
-Seya

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il tempo di un sorriso
giovedì, 17 gennaio 2008 22:37 ~ pensieri, nostalgia, quello che non vedremo mai, seya
CheshireCats

Now Listening: Death Whispered a Lullaby - Opeth
Now Reading: Stardust - Neil Gaiman
Random Quote: 'I hurt myself today, to see if I still feel' [Hurt - Nine Inch Nails]

Avete presente quelle riprese a telecamera fissa che vengono mandate avanti veloce? Tipo quelle che inquadrano il cielo con nuvole che sembra siano vive da quanto veloce si muovono. Oppure il filmato di un fiore che si schiude in pochi secondi, o di una strada affollata in cui le persone che passano sono solamente ombre vaghe ed indefinite. Ecco, mi stavo chiedendo come sarebbe se si potesse fare la stessa cosa tenendo la nostra telecamera inquadrata su una persona. Insomma, tenere questa persona sempre al centro dell'obiettivo, perfettamente a fuoco, e lasciar scorrere le immagini dietro ed accanto ad essa. Tutta una vita rivista in un paio di ore. Posti, persone, momenti dell'infanzia, colori, strade, amici, banchi di scuola, musica, ospedali, giochi, stanze vuote, matrimoni, risate, notti insonni e corridoi di alberghi. Tutto ammassato, confuso in una nebbia pastosa, come una vaschetta di gelato lasciata sul tavolo incautamente, i cui gusti si sciolgono e la fragola si mescola al cioccolato ed alla crema. Il nostro protagonista cambia man mano che i numeri scattano veloci nello spazio riservato al conto dei giorni, e davanti ai nostri occhi cresce, si alza, i capelli si allungano, la pelle si abbronza e si schiarisce e poi si abbronza di nuovo; a volte sorride per giorni, altri volte nei suoi occhi si vede solo il vuoto lasciato da qualcosa o da qualcuno. Per certe persone i posti che fanno di contorno alla loro vicenda sono sempre gli stessi: casa scuola casa scuola casa lavoro casa lavoro casa. Altri invece si spostano, viaggiano, raccolgono sabbia del deserto, fanno snowboard sulle montagne più alte, nuotano nei mari più profondi e visitano le metropoli più grandi. Ma in certi casi lo sfondo diventa di minima importanza, perchè viene coperto dalla presenza di persone che procedono insieme alla nostra cavia in questione: parenti che ci sono fin dalla nascita, compagni di scuola che si trovano casualmente nello stesso percorso quando è stata girata la scena, amici che invece sono disposti a starti accanto qualsiasi sia il sentiero che sceglierai. Non puoi sapere cosa succederà fino a che non lo vedrai con i tuoi occhi. Ma il finale, quello è uguale per tutti. Non si può sperare di sorprendere il pubblico, di riempire gli occhi della gente con colpi di scena a sorpresa. E come adesso, magari, avete letto tutte le parole che ho scritto fino a qui quasi di fretta, chiedendovi chissà dove voglio andare a parare, senza prestare eccessiva attenzione a qualche frase perchè 'al limite dopo rileggo', allora anche un giorno vi ritroverete a guardare il vostro filmato e vi accorgerete che la parte migliore è passata quando stavate pensando ad altro. Solo che questa volta sarà difficile tornare indietro per osservare meglio.
-Seya

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it's all about wind insanity
sabato, 22 dicembre 2007 02:14 ~ pensieri, cambiamenti e rivoluzioni, quello che non vedremo mai, seya
CheshireCats

Now Listening: Down to the Devil - Edguy
Now Reading: I Mostri di Cthulhu - Howard Lovecraft
Now Playing: Rayman and his Rabbits are Back
Random quote: 'Oderint dum Metuant' - Caligola

Un giorno, non so quando e non so dove, le persone avranno la possibilità di registrare i propri pensieri per poi riascoltarli o riviverli in un secondo tempo. Più o meno come oggi facciamo quando registriamo la nostra voce, o scattiamo una fotografia, o lasciamo qualche appunto scarabocchiato su un tovagliolo di carta. Ma poichè il più delle volte conserviamo già con noi un ricordo sufficiente vivo di quello che ci siamo appuntati, il nostro pezzo di memoria finisce cestinato, perso, o dimenticato in qualche scatola sul fondo di qualche armadio. Capita a volte però, ad anni di distanza, che la scatola venga riportata alla luce dal suo distratto proprietario e che riveli il suo contenuto ormai appartenente al passato. E allora tornano all'aria aperta posti e persone che da tempo non si vedevano, nè popolano più la mente di chi un tempo viveva di questi. Tornano in mente episodi, talvolta tristi e talvolta piacevoli, ma sempre offuscati dalla nebbiolina della cattiva memoria, come la pellicola usurata di un vecchio cortometraggio. Se però potessi rivivere interamente le mie esperienze un'altra volta, a distanza di anni, forse esiterei a riconoscerle. A volte faccio una gran fatica ad accettare come mie reazioni che in passato avrei giustificato pienamente. Probabilmente oggi lo stesso film mi lascerebbe indifferente, non piangerei più per quella persona e sarei più serena prima dell'esame. Che sia perchè sono io ad essere cambiata, che sia perchè so già come va a finire la storia in questione, questo non lo so. Penso solo che non posso regolare la mia esistenza su scelte che non ho fatto ed emozioni che non ho vissuto. Non voglio più nutrirmi di sentimenti spenti o di vie che non ho mai scelto di intraprendere. Quindi quando arriverà quel giorno, non so quando e non so dove, spolvererò il mio ricordo, lo incornicerò e lo appoggerò dove potrò vederlo sempre. Poi infilerò le scarpe, uscirò dalla porta, e ricomincerò a vivere dal punto in cui ero arrivata.
-Seya

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thirty minutes before immersion
sabato, 15 dicembre 2007 18:50 ~ pensieri, post-it, quello che non vedremo mai, seya
CheshireCats

Now Reading: Pappagalli Verdi - Gino Strada
Now Playing: Paradise Lost - Symphony X
Random quote: I think the second you stop fighting it, time really is on your side. - JD [Scrubs]

Ricomincia il conto alla rovescia. Tra 30 minuti staccherò le mani dalla tastiera, spegnerò il pc e queste parole altro non saranno che una manciata di byte. Trenta minuti sono troppo pochi per scrivere qualcosa di bello e coerente. Ma sono anche troppi per rinunciare a farlo. È incredibile come a volte le ore abbiano il potere di dilatarsi mostruosamente in certi giorni, per poi ripiombare in un concentrato ammasso plasmatico di minuti che si accavallano di corsa il giorno seguente. Bisognerebbe riorganizzare il sistema da capo. Magari dividendo il tempo in unità singole di utilizzo. La più breve di tutte, sarebbe quella da un Secondo. Avrebbe una confezione piccola quanto un dado da gioco, cubica esattamente come quest'ultimo. E penso sarebbe gialla. I negozi di Secondi avrebbero pochi clienti, ma abituali ed affezionati. Centometristi arrivati secondi alla semifinale delle nazionali. Studenti delle superiori armati di bigliettini il giorno prima della simulazione di terza prova. Pendolari con la triste abitudine di perdere il treno per un soffio. La seconda unità di misura invece sarebbe il Minuto. Confezioni verdi simili ad uova di gallina, sia per la forma che per la dimensione. Gli appassionati dei Minuti, sarebbero persone in cerca di avventure ed emozioni forti. Fanatici delle montagne russe e dell'immersione senza bombole d'ossigeno. Adolescenti che si scambiano un bacio di nascosto, approfittandone del corridoio deserto durante l'ora di lezione prima dell'intervallo. Chirurghi specializzati in operazioni rapide e precise. Un Minuto raramente cambia la vita, ma può lasciarti respirare una ventata di aria fresca dopo una giornata di smog. Le Ore sarebbero la merce più venduta ed utilizzata. Come le banconote da 10 euro, per capirci. Infatti sarebbero rosse, e grandi come un cubo di rubik. In un'Ora o due grandi uomini in carriera porterebbero a termine l'ennesimo contratto con una grande azienda straniera. Si potrebbe andare in palestra, o guardare un film. Pranzare a casa dei nonni, mentre sorridi sentendoli criticare il tuo modo di vestirti. Immergersi nella vasca e leggersi un buon libro. Sarebbe l'unità di tempo più rilassante. Mentre quella più pericolosa, sarebbe il Giorno. Bottigliette con un liquido blu, come quelle da mezzo litro d'acqua. Bisognerebbe vietarne la vendita a chi sta per sposarsi, o chi è arrivato al giorno prima dell'esame di Maturità. Persone che ne diventerebbero dipendenti, pur di poter posticipare od anticipare un giorno che a volte mette ansia o preoccupazione. 24 ore sembrano non finire mai, a volte. Vorrei descrivere anche Settimane, Mesi ed Anni, ma mi sto già annoiando e temo che lo stesso valga anche per voi che leggete. La mia rivoluzione fallisce così, miseramente, senza neanche venir ideata nella sua completezza. Beh, se non altro è servita a far passare questi trenta interminabili minuti.
-Seya

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Benvenuti nella nostra fabbrica. Potrete trovare gli oggetti che da sempre desiderate e le cose che più bramate. Abbiamo un vasto assortimento di stivali per gatti, palloncini bucati ed avvocati senza scrupoli. Se vi inoltrerete tra i nostri scaffali (a vostro rischio e pericolo) troverete post-it in carta di riso, lampadine da ricambio per le vostre stelle, principesse in età da marito, guanti da bianconiglio e mappe del tesoro. Magari vi perderete tra i nastri trasportatori, i rulli compressori e tutti i macchinari che finiscono con ori. Qua e là per la fabbrica troverete pezzi del nostro cuore e della nostra mente, momenti della nostra giornata e attimi della nostra vita: non portateli via. Osservateli se volete, commentateli, sono messi lì apposta. Non chiederemo soldi in cambio della nostra merce, nè vi costringiamo a rimanere. Ad ogni modo, ci auguriamo che la permanenza risulti piacevole e speriamo che possiate trovare l'innaffia-nuvole che stavate cercando senza saperlo. Seya


Amo/Odio: La pioggia, il cioccolato, il passato, svegliarsi prima di quanto si dovrebbe, il cioccolato di nuovo, la doccia, le scarpe con il tacco, i farmaci, i viaggi in aereo, le amiche che parlano tanto, il bianchetto, sentire qualcuno che parla di te, i viaggi in generale, un abbraccio, piangere, la neve, la spiaggia, il mare, chi ascolta musica, il doposole, gli sms di mio babbo con i risultati del calcio, la scuola, la mamma, le candele, seya, le vacanze corte, il miele e tante altre cose che ora non ricordo.
Musica: Blind Guardian, Edguy, Epica, Vision Divine, Avantasia, AC/DC, Rhapsody, Symphony X, Stratovarius, Norther, Tystnaden, Helloween, Jorn Lande, Apocalyptica, Dark Moor, Disillusion, Amorphis, Savatage, Ayreon, Blackmore's Night, Silentium, Fjoergyn, Within Temptation, Mors Principium Est, Lunatica, Elvenking, The Who, Embraced, King Crimson, Mozart, Joe Satriani, Sigur Rós, Metallica, Eternal Tears of Sorrow, Dark Lunacy, Immediate Music, Slumber, Iron Maiden, Russell Allen, Liquid Tension Experiment, Twisted Sister, Queen, Trick or Treat, Altaria, Dire Straits, Billy Joel, Sonata Arctica, The Velvet Underground, Iced Earth, Nightwish, Novembre, Twilight Ophera, Krypteria, Bach, Hurt, Kalmah, Die Apokalyptischen Reiter, Clint Mansell, OSI, Maria Callas, Poison, Katatonia, Freedom Call, Haggard, Eric Clapton, Dream Theater, Pachelbel, Gamma Ray, Dragonforce, Genesis, Manowar, Dream Evil ed altri vari

È la ciliegina sulla torta di cui tutti sentono parlare ma che pochi hanno avuto l'onore di vedere nella realtà e ancora meno di assaggiare. Eppure, per quanto la prima impressione possa essere ottima e invitante per tutti, posso assicurarvi che in realtà lei è ancora meglio di quanto chiunque si aspetti. È un campo di girasoli durante un viaggio in macchina noioso, una patatina fritta finita per sbaglio sulla tua pizza margherita. Ti fa allargare gli occhi per la sorpresa e non riesci a trattenere un sorriso di cui tu solo sai il significato. È la punta di cioccolato di un cornetto, la schiuma del bagnoschiuma ai frutti di bosco (che non brucia gli occhi però). Ti consola quando sei giù di morale, e tira fuori da te la parte più dolce che tutti dimentichiamo. È un cd con la tua musica preferita, il libro che non smetteresti mai di rileggere. Ti fa passare dei momenti felici, senza chiederti nulla in cambio se non l'affetto che chiunque vorrebbe darle. È una delle persone migliori che puoi sperare di incontrare, e ti consiglio di tenertela stretta, senza farle male. E quando sarà inverno, quando sarà primavera, estate ed autunno, stai certo che lei sarà lì accanto a te, pronta a strapparti una risata o a meravigliarti con qualcosa di nuovo. Perchè lei è Hikari, e nessuno riuscirà mai a cancellare dai suoi occhi quella luce che solo lei può avere. Per fortuna. Seya
Hi ka ri, ci sono parole per descriverla? E' un fiore, un piccolo bellissimo fiore che sboccia. E' lo spiraglio di luce che fende le nuvole dopo una giornata di pioggia. E' l'aroma del caffè le mattine d'inverno e il marshmallow nella cioccolata calda. Hikari di una dolcezza infinta, Hikari che ti fa sorridere quando sei triste e ti sorride anche quando è triste. Una di quelle poche persone di cui sei assolutamente felice d'averne fatto la conoscenza. Un oggetto luccicante in uno sterminato prato verde. Una parola dolce nel momento giusto, e un'adorabile custode. Una persona per la quale sprecarsi a scrivere una cosa del genere. Perchè merita questo e tanto altro. Giulycat
Musica: Abyssaria, Abyssos, Ajattara, Amniotic Count, Amok, Amorphis, Anathema, Anorexia Nervosa, Apocalyptica, Arch Enemy, Arsis, Blackmore's Night, Blind Guardian, Catamenia, Children of Bodom, Dark Lunacy, Dark Tranquillity, Death, Demiurg, Dimmu Borgir, Disillusion, Dragonland, Elvenking, Embraced, Emperor, Enslaved, Ensiferum, Epica, Eternal Tears of Sorrow, Finntroll, Fjoergyn, Graveworm, Helloween, Idolator, In Flames, Insomnium, Iron Maiden, Kalmah, Katatonia, Killswitch Engage, Lacrimas Profundere, Mar De Grises, Midnattsol, Moonsorrow, Morbid, Mors Principium Est, Mortiis, Nightwish, Nirvana, Nocte Obducta, Norther, Novembre, Persuader, Process of Guilt, Raintime, Rising Moon, Sadist, Sepultura, Scar Symmetry, Shining, Sirenia, Slumber, Soilwork, Sonata Arctica, Sonic Syndacate, Stratovarius, Swallow the Sun, Testament, Tiamat, Turisas, Weird Al Yancovic, Winterhorde, Wintersun e altri

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Grazie a Seya per l'idea del blog, per la sua fantasia, per la sua gentilezza e per il suo modo di fare tipo ora-lavoro-anche-se-sono-le-3-di-notte; grazie a pic44, Yuri, Aka-light e Leo8 per avermi aiutata con il template.
Last but not least, a big thank you to Bntal3nabi-stock, which made me use one of her textures for the blog's top and bottom images.
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