analog soul
martedì, 16 giugno 2009 08:43 ~ cose che capitano, sometimes i smile, seya
CheshireCats

now reading: Gamers - Shanna Compton
now playing: 'Kill the troll with the nasty knife'
now watching: The Skeleton Key
random quote: 'Credo in cose reali e in altre che non lo sono e credo in altre cose ancora che nessuno sa se sono reali o no. Credo in Babbo Natale e nel coniglietto di Pasqua e in Marilyn Monroe e nei Beatles, in Elvis e Mister Ed. Guarda... credo che gli uomini siano esseri perfettibili, che il sapere sia infinito, che il mondo sia nelle mani di un cartello bancario segreto e che gli alieni vengano a trovarci regolarmente, alieni bravi e tutti rugosi che assomigliano ai lemuri e alieni cattivi che mutilano il bestiame e vogliono rubarci l'acqua e le donne. Credo che il futuro sia preoccupante e che un giorno la Donna-Bufalo-Bianco tornerà a prenderci tutti a calci nel sedere. Credo che gli uomini siano soltanto bambini troppo cresciuti con gravi problemi di comunicazione e che il declino del sesso in America coincida con la chiusura dei drive-in. Credo che gli uomini politici siano dei disonesti senza principi e credo che siano comunque preferibili all'alternativa. Credo che quando verrà il grande terremoto la California affonderànell'oceano, mentre la Florida si dissolverà, inghiottita dalla follia, dagli alligatori e dalle scorie tossiche. Credo che il sapone antibatterico stia distruggendo la nostra capacità di resistenza alla sporcizia e alle malattie e quindi un giorno verremo tutti annientati da un banale raffreddore come i marziani nella Guerra dei Mondi. Credo che i più grandi poeti del secolo siano Edith Sitwell e Don Marquis e che la giada sia sperma di drago secco, e che migliaia di anni fa, in una vita precedente, sono stata una sciamana siberiana monca. Credo che il destino dell'umanità sia scritto nelle stelle. Credo che le caramelle fossero davvero più buone quando ero piccola, che da un punto di vista aerodinamico per il bombo sia impossibile volare, che la luce sia un'onda e una particella e che da qualche parte ci sia un gattino chiuso dentro una scatola vivo e morto allo stesso tempo (ma che se non si sbrigano ad aprire la scatola e a dargli da mangiare finirà per essere morto e basta) e che nell'universo ci siano stelle miliardi di anni più vecchie dell'universo stesso. Credo in un dio tutto mio che si preoccupa per me e protegge tutte le mie azioni. Credo in un universo privo di dèi mosso da caos, rumore di fondo ed una grande fortuna. Credo che tutti quelli che dicono che il sesso sia un'attività sopravvalutata non l'hanno mai fatto come si deve. Credo che chiunque sostenga di sapere come va il mondo sia capace di mentire anche sulle piccole cose. Credo nell'onestà assoluta e nella necessità di ragionevoli menzogne sociali. Credo nel diritto delle donne di scegliere, nel diritto di un bambino di vivere, che se ogni vita umana è sacra non c'è niente di male nella pena di morte, sempre che sia possibile fidarsi di un sistema legale, e che solo uno scemo si fiderebbe. Credo che la vita sia un gioco, uno scherzo crudele, e che sia quella cosa che ti capita quando sei vivo, quindi tanto vale godersela' [American Gods]

Immaginate una ragazza. Ha 20 e passa anni, studia lontano dalla sua città. Si trova in una cucina, seduta al tavolo dove è abituata a cenare. C'è una lampada accesa, sufficiente ad illuminare il quaderno dove sta ricopiando gli appunti in bella copia. Ha una ciotola laccata in smalto rosso accanto, piena ad un quarto di cereali da colazione. Dal bagno arriva il rumore di un phon intento ad asciugare capelli, dalla stanza accanto le urla di due ragazzi che giocano a pes. Il piede della ragazza dondola avanti e indietro nervosamente, sfiorando la gamba del tavolo con l'infradito bianca. La ragazza guarda verso i fogli ma non è la sua calligrafia tondeggiante quello che realmente vede. Non è la carta riciclata, nè la bic coperta da impronte di morsetti nervosi. Non sono posti lontani nè paesi esotici, sogni di laurea o speranze di cambiamenti. Quello che la ragazza vede è qualcosa che ha già dentro, e che la rende felice. Qualcosa che ha trovato il suo riparo dentro un buco rimasto vuoto per tantissimo tempo. E adesso che è lì, anche il resto sembra avere più senso.
-Seya

commenti (5)

stupid girl
mercoledì, 18 febbraio 2009 22:24 ~ cose che capitano, cambiamenti e rivoluzioni, sometimes i smile, seya
CheshireCats

now reading: la solitudine dei numeri primi - paolo giordano
now listening: an accidental memory in the case of death - eluvium
random quote: experience is the past tense of experiment [gregory alan elliott]


Se questa fosse una favola, comincerebbe così: 'C'era una volta, non troppo tempo fa, una ragazza stupida.' Che poi sarei io, prima che qualcuno possa fraintendere. Purtroppo scrivere favole non è il mio forte, e quello che vorrei dirvi questa sera è già abbastanza intricato anche senza aggiungerci incantesimi e draghi. Per andare subito al dunque, credo di essere arrivata in uno di quei momenti della propria vita in cui è necessario fermarsi, fare un respiro profondo, e ragionare. Non saprei spiegare quale sia stata la causa scatenante: mettici un paio di esami andati peggio di quanto sperassi, mettici un video di posti (troppo) lontani che aggiunge il desiderio di spazio al desiderio di tempo, mettici che era troppo tempo che non ci prendavamo un paio di ore per dormire abbracciati, mettici che ancora prima di accorgermene stavo diventando ipocondriaca senza neanche sapere bene che si potesse esserlo, mettici che non ho più tempo per fare nulla. Ma la causa non ha importanza. Ha importanza che ho riflettuto, e se vi interessa qui in seguito vi riassumerò in breve cos'ho deciso. Per il mio compleanno ho deciso che devo smetterla di avere paura di invecchiare. In queste settimane mi sono resa conto che forse è meglio che io smetta direttamente di aver paura della morte. Senza dilungarmi troppo potrei dirvi che dopo i primi giorni di riflessione il mio pensiero in merito è riassumibilissimo con la anche troppo quotata frase di Gandhi "vivi come se dovessi morire domani. Impara come se dovessi vivere per sempre". Eppure non è tutto qui. Sono nata oramai già da vent'anni ma solo negli ultimi mesi sto imparando a vivere davvero come vorrei farlo. E ancora ho tanto da lavorarci sopra. Devo smetterla di arrabbiarmi se un esame va male, ma devo smettere anche di studiare perchè 'devo studiare'. Devo trovare il coraggio di dirti davvero quanto bene ti voglio o quanto bene sto con te, e non perchè magari un giorno mi pentirò di non averlo fatto ma perchè adesso ti ho vicino e adesso voglio fartelo capire senza riserve e senza lasciarti dubbi. Se poi avrò modo poi in futuro di ripetertelo ancora e ancora, ne sarò tanto felice. Devo smetterla di cadere dalle scale perchè un giorno le mie ossa si stancheranno di rimbalzare, e allora saranno guai. Devo smetterla di tenere il broncio se 'uffa ma lei mi copia tutto1'. Adesso basta, la sua vita può rovinarsela quanto le pare. Non ho altro tempo da dedicarle. Devo smetterla di litigare con mia sorella o con mia madre, perchè ho tante cose belle da condividere con loro e poco tempo per farlo. L'altro giorno mi ritrovavo a dover mettere per iscritto due righe per descrivermi. Ho ripensato ad una frase del film di Into the Wild, che penso possa riassumere egregiamente questa nuova fase della mia vita. The core of mans' spirit comes from new experiences. Il cuore dello spirito degli uomini nasce dalle nuove esperienze. Io voglio fare nuove esperienze. Voglio leggere, voglio scrivere, voglio fare foto, voglio ascoltare musica, voglio studiare, voglio suonare, voglio viaggiare. Voglio imparare ad avere più fiducia, voglio essere capace di amare senza più nessuna paura e nessuna lacrima facile, voglio essere capace di perdonare e di voltare pagina quando serve. Voglio che mi raccontiate le vostre storie, che mi parliate di posti lontani o di cose che conosco benissimo. Voglio diventare forte. Voglio tenermi strette le persone che ho accanto e che mi vogliono bene, perchè senza di loro non avrei senso. Ma voglio anche imparare a contare su me stessa e a reggermi sulle mie gambe, perchè se riesco a camminare senza bisogno di un bastone allora potrò essere io ad aiutare voi ad andare avanti. Mostrarvi cose nuove. E magari fare nuove esperienze. Cominciate a pensarci sul serio, e dopo aver pensato agite. Perchè forse non ve ne siete accorti ma io, mentre stavate leggendo e ancor prima di completare questa frase, ho già cominciato.
-Seya

commenti (9)

all childrens, except one, grow up
domenica, 14 dicembre 2008 00:02 ~ cose che capitano, sometimes i smile, seya
CheshireCats

Now Listening: Down by with the Sally Garden
Now Reading: La solitudine dei numeri primi - Paolo Giordano
Random Quote: Birthdays are just nature's way of telling us to eat more cake.

È la terza volta che riscrivo questo post. La prima volta volevo raccontarvi che ho deciso di convincermi cambiare il mio atteggiamento nei confronti dei miei compleanni [che chi mi conosce saprà essere stato fino a questo momento decisamente poco maturo] in modo da non dovermi trovare tra trecentosessantainque giorni con lo stesso stato d'animo. Dopodichè mi sono detta che non era la cosa giusta da fare, perchè non voglio ricordare anche questo come un giorno passato a scappare dalla paura o dalla stizza [di cosa poi?], e che sarebbe stato meglio spiegarvi perchè in realtà sono felice. Poi mi sono domandata perchè farlo. Insomma, a quale pro? So di essere felice e probabilmente a voi non interessa particolarmente delle ragioni per cui lo sono. A meno che voi non siate la ragione della mia felicità, e allora questo post è dedicato a voi. A voi che mi parlate, a voi che discutete con me, a voi che mi supportate e a voi che mettete in dubbio i mei pensieri per farmene trovare di migliori o aiutarmi a confrermare le mie idee. Dedicato a te che mi sei sempre stata vicina da quando sei nata e che anche se sembri tanto diversa da me sei e rimarrai la cosa a me più affine. A voi che mi avete cresciuta e mi avete insegnato che non dovrò mai smettere di farlo. A voi che mi avete fatto conoscere la musica, a voi che mi avete insegnato ad amare i libri e l'odore dell'inchiostro fresco. A voi che avete fatto la strada con me per andare a scuola nel freddo del lunedì mattina, a voi che non siete andati al largo a nuotare per rimanere insieme a me. A voi che mi allacciavate le scarpe quando ero troppo piccola per farlo da sola, a voi che non vi siete accorti che durante le vostre verifiche copiavo e a voi che avete continuato a dire che prima o poi avrei imparato a mandare quella palla dall'altra parte del campo. A voi che avete scoperto l'america e avete portato tutte le cose buone come il cioccolato le patate e i popcorn. A voi che condividete con me una caldaia malfunzionante, un frigorifero nuovo e la cucina più gialla del reame. A voi che mi avete fatto le punture che era giusto farmi anche se avevo la faccia di una pronta a ridurvi in brandelli. A voi che avete inventato il sudoku. A voi che ci sarete sempre. A voi che credete in me. E infine a te, che sei arrivato all'improvviso e hai fatto quello che credevo impossibile potessi fare. Che sei passato dalle porte che avevo chiuso e mi hai dato quello che non avevo mai ricevuto. Grazie. A te e a tutti voi altri. E anche un po' a me, che ho trattenuto le lacrimuccia fino alla fine del post e continuerò a farlo almeno fino alla mezzanotte di domani. Perchè un compleanno è una ragione sufficiente per sorridere. E io ne ho venti tutti per me.
-Seya

commenti (2)

kit di sopravvivenza universitaria
martedì, 21 ottobre 2008 19:10 ~ cose che capitano, scritto altrove, sometimes i smile, seya
CheshireCats

Now Listening: Always With Me, Always With You - Joe Satriani
Now Reading: Buon'apocalisse a tutti - Pratchett and Gaiman
Random Quote: "There are two types of people in this world, good and bad. The good sleep better, but the bad seem to enjoy the waking hours much more." [Woody Allen]

h 12.35, ora di Sistemi Operativi

"Oramai è un anno che studio qui a Bologna, e tutte le cose allora mi sembravano entusiasmanti novità ora sono diventate parti integranti della vita mia e di altre decine di studenti. Ecco le cose di cui, ho imparato, noi universitari non possiamo fare assolutamente a meno.
# sudoku del City, cruciverba del Metro. Non trovare neanche uno di questi due giornali prima di entrare a lezione equivale condannare la giornata ad una rovinosa esperienza di sopravvivenza. Quando la palpebra calante sembra avere il sopravvento, è arrivata l'ora di dar mano ai giornali e dedicarsi alle nobili attività enigmistiche. Da farsi da soli, in collaborazione o nell'emozionante versione 'sfida all'ultimo sangue'
# badge elettronico. Utile tanto quanto il tesserino sanitario. Le lavatrici in cui si utilizzano sono dei trappoloni mortali che popolano gli incubi di ogni studente
# volantino della pizzeria preferita. ha un posto d'onore nella cucina di chi studia fuori casa. consegna a domicilio e bibita in omaggio ad ogni pizza è la soluzione più consigliata.
# bic nera. Eventualmente accompagnata da bianchetto ed evidenziatore, è tutto ciò che rimane dell'equipaggiamento delle scuole superiori
# coinquilino dai piedi di fata. Ogni volta che cammina in corridoio sembra che stia passando un elefante con l'urgenza di andare in bagno. Anche a piedi nudi fa il rumore di una gigantessa con tacco 13. Ovviamente è quello che la notte rientra a casa più tardi di tutti.
# bici rubata.  Serve solo a ravvivare la conversazione a tavola per narrare dove  e come vi è stata portata via. Una sorta di cicatrice di guerra.
# pianta grassa.  Sfogo dei pollici verdi universitari che non si possono permettere di coltivare verdeggianti distese di felci e bonsai, finisce in breve tempo soffocata dall'eccessiva acqua e dal troppo amore
# biscotti della mulino bianco. Disponibili anche in versione Plenty/Pam. Sono il pasto principale dello studente insieme a pizza, scatolette di tonno e sughi barilla. Così come le bottiglie d'acqua, il modo e le tempistiche con cui esauriscono rimangono misteri irrisolvibili
# quello che a lezione fa centomila domande. Non sta mai zitto. Ha marchiato col fuoco il suo nome sui banchi in prima fila e soffre di torcicollo continuo a forza di annuire con la testa ad ogni sillaba del prof. Non ha ancora capito che "c'è qualche dubbio?" e "tutto chiaro?" sono domande retoriche, e che non serve inventarsi problematiche astruse per mostrsi interessato. Durante le pause va a chiacchierare con l'insegnante, o si limita a sorvegliare le sue cose mentre lui va a prendersi un caffè. Quando a fine lezione hanno già tutti cappotto addosso e borsa a tracolla lui alza la mano per domandare un breve riassunto degli ultimi 47 argomenti.
# 30 cent. vanno bene per un caffè, un tè caldo o un pacchetto di cracker. assolutamente necessari se si vuole arrivare a sera.
Ho dimenticato altro?"
-Seya

commenti (6)

semplicemente patetico
mercoledì, 23 gennaio 2008 14:10 ~ random, cose che capitano, post-it, seya
CheshireCats

Now Listening: Scarsick - Pain of Salvation
Now Reading: Fight Club - Chuck Palahniuk
Random Quote: 'Some people are just born with the tragedy in their blood' [Gretchen Ross - Donnie Darko]

In realtà non è che io abbia tanto tempo per stare qui a scrivere, altrimenti arriverò in ritardo per l'ennesima volta. Solo che mi sento veramente caotica in questo momento, e non ho idea del perchè. È un po' come avere la testa piena di linee di inchiostro che levitano a mezz'aria e si incrociano nei punti più impensati, ingarbugliandosi ed annodandosi dove non dovrebbero. Più o meno come un gomitolo di lana lasciato incustodito dentro ad un gattile. Se vuoi rimettere le cose a posto devi sederti da qualche parte, armato di pazienza, e cominciare a sbrogliare la matassa senza aver fretta di arrivare alla fine, e lavorando con metodo. Ma come ho già detto il tempo a mia disposizione è veramente poco, quindi mi limiterò a fare il minimo indispensabile per poter continuare a pensare ad altro senza inciampare sopra a tutto questo casino. So per esperienza che non serve cercare di fare le cose di fretta. Ti metti lì, con la fronte corrugata cercando di trovare lo spunto giusto per iniziare, con l'unico risultato che il più delle volte lasci troppo liberi i tuoi pensieri e ti ritrovi dopo un quarto d'ora a fissare il vuoto completamente assorto in chissà quale viaggio. Non è semplice capire di cosa si vuole parlare, probabilmente perchè molte volte si cerca di parlare di quello che ci lascia ancora leggermente insoddisfatti. Si parla di cose che non ci sono piaciute, o che ci sono piaciute ma che non abbiamo ancora confrontato con nessuno. Si parla di problemi, di soluzioni, di cose che ci preoccupano, di cose che non capiamo, di eventi strani che magari ci fanno ridere. Insomma, non si parla certo di cose che tutti danno per scontato siano vere per ogni persona. O per lo meno, a me non verrebbe mai in mente di parlare con qualcuno del fatto che il forno serve a scaldare il cibo. Insomma, parliamo di quello che turba l'essere normale delle cose, nel bene o nel male. Il problema è che io molte volte non riesco a capire cos'è che non va. So che c'è un qualcosa che rosicchia il mio cervello da qualche parte, ma non riesco a trovarlo nè a dargli un'identità. E quello che mi spaventa di più è la paura che talvolta si rinunci a cercare di capirlo, fino ad abituarsi così tanto a questo grattare da non accorgersene neanche. Quante cose si rischiano di perdere così? Tempo scaduto. Statemi bene.
-Seya

commenti (7)

ho assaggiato la neve
venerdì, 04 gennaio 2008 23:37 ~ pensieri, cose che capitano, nostalgia, scritto altrove, sometimes i smile, seya
CheshireCats

(da un foglio scritto a matita da qualche parte tra padova e ferrara nel tardo pomeriggio del 4 gennaio 2008)

'io odio le stazioni. sono caotiche. la gente ti urta, si ferma nel mezzo del corridoio, ti passa davanti per trovare un posto a sedere nel vagone più vicino. sono sporche. l'odore è cattivo, i muri pieni di scarabocchi e neanche il più invitante dei distributori ti invoglia a toccare qualcosa di commestibile lì in mezzo. sono rumorose. gli annunci si susseguono continui, i bambini più piccoli strillano di gioia per la novità del posto, le televisioni pubblicitarie ripetono fino alla nausea una manciata di motivetti stonati. eppure in ogni stazione c'è qualcosa di sconvolgentemente meraviglioso. tu sei lì, seduto sulla tua valigia, nel bel mezzo del marciapiede al binario 5, e tieni le mani ben infilate in tasca per timore che ti rubino il cellulare. è un tardo pomeriggio di gennaio, di quelli in cui non capisci neanche che tempo fa perchè alle 18 è già buio. insomma sei lì in mezzo, e hai un freddo del porco, e mentre ti volti per vedere se arriva il tuo treno qualcosa ti colpisce in pieno volto, con la stessa violenza di uno schiaffo, e allo stesso modo ti lascia, ammutolito e barcollante mentre le prime lacrime ti salgono agli occhi. non sai neanche tu perchè piangi, sai solo che eri lì, seduto nel caos, nello sporco e nel rumore e all'improvviso ogni cosa  ti sembra dannatamente bella. ci sono centinaia di persone intorno a te; persone che piangono abbracciandosi, persone che lavorano al palmare, persone che sbadigliano o che buttano nel cestino la confezione vuota ed unticcia del tramezzino. e tu sei l'unico ad accorgersene. sei l'unico che, senza neanche sapere perchè, spalanca gli occhi e si rende conto che non è il solo ad avere un motivo per essere lì. così, esattamente in quell'istante, ti prende alla gola l'idea di quante persone erano sedute lì, prima di te, di quante lacrime ed addii hanno visto quel posto e di quanto poco rimanga di essi. anche se tu, sempre e solo in quel preciso istante, te ne sei ricordato per la prima volta. e magari tutto questo ti spaventa, tanto che rovisti affannosamente nel cumulo delle emozioni altrui nel tentativo di radunare quelle che ti appartengono. e così ricordi la neve fresca. ricordi la cioccolata ed i biscotti, i film fino alle 6 di mattina e le guerre a cluedo. ricordi il respiro di una casa piena di amici che dormono, il contatore dell'elettricità che va in allarme sul più bello e i pizzicotti sulle guance. così la stazione perde i suoi contorni definiti, non senti più il rumore delle rotaie nè lo scalpiccio nervoso della gente. continueresti a rovistare tra le cose che che hai vissuto, se solo non arrivasse il tuo treno. e anche se il tuo sguardo sembra triste e lontano, mentre sali gli scalini troppo alti del vagone riesci a distinguere chiaramente che dentro te, all'altezza del petto, ora alberga qualcosa di tiepido e morbido. cosa chiedere di meglio?'
-Seya

commenti (12)

l'inferno di un altro pianeta
domenica, 30 dicembre 2007 02:35 ~ pensieri, cose che capitano, seya
CheshireCats

Now Listening: The Illusionist - Scar Simmetry
Now Reading: Pendolarità - Isaac Asimov
Random Quote: ''Alla conversazione durante un party nessuno contribuisce più degli assenti' [Audrey Hepburn]

A volte mi capita di domandarmi come sarebbe svegliarsi un giorno e scoprire che nulla di quello che hai sempre dato per scontato lo è ancora. Tutti quei gesti che sono diventati tuoi per abitudine, tutte quelle cose che non ti sorprendono più perchè non passa giorno della tua vita senza che si ripetano, tutte le azioni che ogni giorno compiamo senza pensarci troppo. Ripartire da zero, in qualsiasi cosa. Non per sempre, ma solo per 24 ore. Apri gli occhi dopo aver dormito, e prima di scendere dal letto devi controllare da che parte c'è il muro. Cerchi una forchetta in cucina, e non sai in che cassetto ci sono le posate. D'accordo, mi rendo conto che può essere irritante doversi ricostruire tutto da capo. Eppure.. voi non vi stancate mai di essere sempre gli stessi, senza neanche sapere il motivo? State vivendo la vostra giornata di sempre, ed improvvisamente un'enorme mano invisibile schiaccia il tasto di pausa sul telecomando e voi in un istante vi accorgete della scena che avete davanti. In piedi, alla fermata dell'autobus, con il braccio alzato per avvisare il conducente che dovete salire. E vi sembra quasi che il braccio si sia sollevato da solo, perchè voi non ricordate di avergli chiesto di farlo. Oppure siete seduti a tavola, la mamma posa la forchetta nel piatto vuoto e pulendosi la bocca con il tovagliolo accenna che 'nel frigo c'è dell'affettato che è avanzato dall'altro giorno, se qualcuno ha ancora fame'. E voi magari [anche se non avete fame] vi trovate in piedi, davanti al frigorifero aperto, con la mano ancora sulla maniglia e la schiena ricurva per riuscire a vedere i ripiani più bassi. Il portapizze suona al campanello, vi consegna quello che avete ordinato e si scusa, ma la birra proprio l'avevano finita. Pagate, chiudete la porta ed è come se quella persona per voi smettesse di esistere. Non vi chiedete neanche per mezzo secondo chi sia, o dove andrà, nè vi tornerà in mente di averlo incontrato. Quand'è stata l'ultima volta che siete andati appositamente alla finestra per vedere se la luna è piena o no? Avete più giocato con la schiuma dello shampo? Perchè sono passati più di dieci anni dall'ultima volta che avete raccolto quelle margherite spelacchiate che crescono nelle zolle d'erba accanto ai marciapiedi? Non sono queste le cose che aiutano nella vita. Nessuno ti darà un aumento perchè hai imparato a prepararti il gelato da solo. Non passerai l'esame di maturità solo perchè a 19 anni ti domandi ancora che sapore ha la neve prima che tocchi terra. Ma vi prego, non abbiate fretta di dimenticarvi le cose che non vi servono. C'è sempre spazio per quelle.
-Seya

commenti (5)

da tutt'altra parte
mercoledì, 26 dicembre 2007 02:55 ~ pensieri, random, cose che capitano, seya
CheshireCats

Now Listenin: Prelude: song of the gulls - King Crimson
Now Playing: Grazie per snap!
Random Quote: 'If only you could stay, and keep me in... It's violent here, why did you run from me?" [July - Katatonia]

Fin dal primo momento della tua vita in cui acquisisci consapevolezza di essere una persona, un esserino amorfo che si agita per scalare una parete di ghiaccio, capisci che per farcela hai bisogno di aggrapparti da qualche parte. Prendi una corda, te la leghi in vita, e cerchi di conficcare l'altra estremità ferrata nella superficie del dirupo congelato. A volte ti soffermi per martellarla bene, facendola entrare in profondità. Altre volte ti devi accontentare di un lavoro più superficiale, ma non c'è tempo a sufficienza per starci ancora, o manca la voglia di farlo. I chiodi a tua disposizione sono tanti, mischiati nella stessa scatola che porti con te, e non è facile distinguere quelli resistenti da quelli meno forti. Così non puoi fare altro che piantarne due o tre, quasi a caso, e poi cominciare la tua impresa. In certi giorni tutto sembra andare bene: se ti aggrappi nel punto sbagliato e le tue mani perdono presa, i fermi rimangono ben saldati alla parete e ti salvano da una bella caduta. Acquisti fiducia in essi ed in te, e le mani diventano sempre più forti ed abili nel trovare gli appoggi migliori. Altri giorni invece capita che una corda ceda. Forse te lo aspettavi, perchè era vecchia e logora, e sapevi non avrebbe resistito a lungo. Altre volte invece accade di colpo, come un quadro che senza preavviso si stacca dalla parete con un rumore sordo. Stavi cadendo, e la corda non ti ha sorretto. E come senti il colpo di frusta del laccio che si spezza, sgrani gli occhi e per un istante sei diviso tra l'amarezza della sorpresa e la speranza che gli altri legami siano sufficienti per impedirti di precipitare. A nessuno piacerebbe cadere, dover ricominciare da zero. Certe persone trovano dei chiodi così resistenti ed adatti a sè che per un pezzo più o meno lungo della scalata fanno affidamento solo su uno di essi, dimenticandosi del resto. Che le altre corde si rovinino, resistano, invecchino, o rimangano fisse nonostante l'incuria, può dipendere dalla fortuna o da quanto tempo ci si era soffermati sopra in precedenza. Non affidatevi alla sorte. Tutti quanti prima o poi cadono e si ritrovano a terra, sdraiati sulla neve, con il volto rivolto verso il cielo ed il ghiaccio. E capita anche che qualcuno soffra meno per la caduta che per la delusione di non aver potuto far affidamento su nessuno nel momento del bisogno. C'è chi decide di riprovarci da solo, contando solo sulle proprie forze, ma di questo gruppo di persone quelli che arrivano alla fine sono pochi e sfiniti. Non ci sono leggi che regolino questo scambio di forze. Non esiste un giusto ed uno sbagliato. Può bastare un briciolo di fiducia, come può non essere sufficiente neanche tutta la volontà del mondo. Posso solo augurarvi di arrivare  in cima, e di poterlo fare come vi siete prefissati di riuscirci. Il resto è solo pandoro, piatti del servizio buono e carta da regalo accartocciata.
-Seya

commenti (3)

He made the footprints a part of his heart
domenica, 11 novembre 2007 21:12 ~ pensieri, random, cose che capitano, post-it, hikari
CheshireCats

Now Listening: In Flames - Artifacts of the Black Rain
Random Quote:  "Remember not to think too much and your trip will be numbingly pleasant"

Ogni individuo di sesso femminile, spesso alla mia età, beh... si accorge di dipendere dalla lavatrice, proprio come ho fatto io ieri. è quando ti rendi conto che è la quinta volta che prendi gli stessi pantaloni dal cesto dei panni sporchi dopo aver fatto le discese con il sedere, dopo essere caduta dallo skate dei tuoi amici almeno dieci volte, dopo esserti seduta dove vanno i cani a fare la cacca e tutto questo ti apre gli occhi di fronte a un mondo tutto nuovo fatto di buoni propositi tipo "se mamma dorme, allora la lavatrice la farò io", ovviamente smontati dopo cinque minuti passati a cercare di far partire la maledetta.
oggi è la peggior domenica che ho passato nelle ultime settimane, ha cominciato a piovere proprio quando ho deciso che sarei potuta uscire anche con la gonna (stupido aggeggio infernale, i pantaloni me li sarei lavati da sola davvero se ne fossi stata capace, oggi poi erano a stendere fuori anche se suppongo che ora siano ancora più zuppi di prima) nonostante facciano 12 gradi fuori, poi è pure quasi inverno e fa buio alle 5 tipo, cosa che non mi dispiacerebbe nemmeno se non fossi costretta dalla comitiva (yeahh! la komitiva!1 >_>) a uscire in un posto orribile dove c'è solo un grande lampione che fa quella luce tipo gialla mega opprimente. mi piace un casino quando fa freddo e piove, ma in quella piazza del cavolo non c'è un solo posto al coperto dove sedersi, in pratica se non hai l'ombrello devi spiaccicarti insieme ad altre 30 persone (no, non esagero, purtroppo sono costretta a uscire con così tanta gente, tutti truzzi poi) sotto una specie di tetto largo massimo un metro e mezzo. che palle. e nonostante questo la gentaglia con cui devo uscire adora quel posto e non lo scambierebbe con qualcosa di decente per nulla al mondo. io vorrei andarmene, figuriamoci se sto dietro a una manica di truzzi solo perchè stare in gruppo mi dà sicurezza (ma quale sicurezza poi, sono tutti coglioni, io preferisco uscire con due o tre persone a sto punto) però ci sono delle amiche a cui tengo davvero che non se ne andrebbero mai, odio dipendere dagli altri ma ormai lo faccio solo perchè altrimenti dovrei uscire da sola dato che agli altri non va di andare da nessuna parte se non ci sono minimo 15 persone..
comunque in generale non posso dire di star passando un brutto periodo, anzi, ultimamente sono anche molto allegra per qualcosa che nemmeno io so definire bene (anche se ovviamente so da cosa si origina :P), nonostante i casini in famiglia che stanno cambiando parecchia roba. per ora comunque è come se stessi in letargo, sto un po' facendo finta che sia tutto normale come prima, perchè sinceramente non ho voglia di rovinarmi l'esistenza per delle cose che non mi riguardano direttamente. ora come ora avere gli occhi foderati di prosciutto non mi sta procurando nessun problema, quindi meglio continuare così finchè non mi rompo, boh! ultimamente ho anche incontrato seya e sua sorella a Lucca insieme ad artax, rai112 e la sua ragazza, e devo dire di essermi divertita un casino, spero che incontri del genere si ripeteranno ancora (io e seya abbiamo messo anche una foto nascosta [cioè, mica tanto], vediamo chi la scopre per primo XD). principalmente ho TOCCATO e PROVATO gli occhiali di artax, il resto è tutto secondario e futile (scherzo, però non mi va di raccontarlo.)
beh che dire.. ci sentiamo XD
-Hikari

commenti (5)

ops
martedì, 06 novembre 2007 21:30 ~ pensieri, cose che capitano, seya
CheshireCats

Now Listening: Silentium - The Fall
Now Reading: M. Felleisen, R. Findler, M. Flatt, S. Krishnamurthi - How To Design Programs
Now Watching: Death Note
Random Quote: No more tricks. No more lies. Only truth. [V for Vendetta]

Credo di possedere il superbo potere di mettermi a fare tutt'altro quando la mia mente dovrebbe invece concentrarsi su qualcosa in particolare. Ti siedi ad un tavolo per studiare, ti metti davanti alla tv per guardare un film con amici, o indossi le scarpe per uscire a fare la spesa, e nell'esatto momento in cui prometti di dedicarti completamente a questa sporca faccenda, sei automaticamente fregato. È come se un piccolo animaletto si arrampicasse fino al tuo orecchio destro, sussurrandoti frasi e parole che non fanno altro che distrarti dal tuo intento. E così, proprio quando il libro era già aperto, quando magari avevi già sottolineato il primo paragrafo e scritto la data nell'angolo in alto a destra del foglio, ti ricordi improvvisamente che domani è il compleanno del tuo vicino di casa. Ti salta in mente che non hai ancora ascoltato il nuovo album di quel gruppo che ti ispirava, o che è giorni che ti riprometti di andare a trovare la tua prozia e non l'hai ancora fatto. Non c'è forza di volontà che tenga. Molli tutto, ti dimentichi dei buoni propositi nel giro di un nanosecondo e chissene frega. In questo particolare caso, c'è una ragazza seduta alla scrivania della sua Base che dopo aver passato tutto il pomeriggio a fare esercizi per l'esame di domani, ha deciso che era assolutamente necessario postare sul blog. Il fine settimana che è appena passato, sempre per rimanere in tema di full-immersion nello studio, sono stata al Lucca Comics con alcuni amici. Non ho una gran voglia di narrare scolasticamente cosa ho fatto, cosa ho visto e cos'ho comprato. Vi basti sapere che finalmente io e Hikari (<3) abbiamo avuto modo di vederci e soprattutto di abbracciarci. Dopo di che, il resto poteva limitarsi ad essere una vallata deserta e sarei stata comunque soddisfatta. Parlando più generalmente, invece, non so neanche io come ho vissuto tutta questa settimana. Mi sembra di essere impacchettata sotto uno strato sottilissimo di plastica; quella plastica stronza che ricopre le custodie dei cd e che non riuscirai mai a cavare se non trovando la microscopica linguetta nascosta nell'angolo più improbabile di tutta la confezione. Solitamente perdo la pazienza prima di averla trovata e mi limito a prendere a coltellate la superficie finchè non si apre qualche fenditura. No, lo so anche io che non è il metodo migliore. Proverò ad avere più pazienza questa volta. Però anche voi, datemi una mano.
-Seya

commenti (1)

sai fare la lavatrice?
mercoledì, 10 ottobre 2007 01:05 ~ cose che capitano, seya
CheshireCats

Insomma ci siamo. Vi scrivo in diretta dalla Base, grazie alla mia nuova poderosa connessione fastweb, seduta sul mio megadivanoletto giallo della cucina con il pc di mia madre appoggiato alle ginocchia. La mia adorata compagna di appartamento è qui vicino a me che guarda la tv, e quell'altro stordito che pare viva nella camera accanto la mia non è ancora tornato da allenamento. E si, come potete vedere non ho citato nessun quarto inquilino. Non l'abbiamo ancora trovato. Quindi oggi abbiamo attaccato qua e là per le bacheche dell'università le fotocopie dell'annuncio di affitto, sperando di trovare qualche [bel] ragazzo ancora in cerca di un tetto sotto cui vivere. Capite bene quindi che avendo a disposizione  così tanto materiale umano su cui divertirmi, non potrò astenermi dal descrivervi i migliori partiti che si presenteranno alla nostra porta. Il candidato di oggi ha chiamato circa 10 minuti dopo che abbiamo appeso l'ultimo foglio, ignorando coraggiosamente la nostra timida richiesta di chiamare soltanto dopo le 19 di sera. Dopo aver stabilito che 5 minuti erano più che sufficienti per permetterci di nascondere i cadaveri e lavare i piatti sporchi, i due soggetti in questione si sono palesati al nostro cospetto. Esatto, due. Padre e figlio, che per amor della privacy non descriverò fisicamente {per quanto il fisico del soggettino in questione sia l'unica cosa su cui non ho nulla da ridire}. Dopo essersi presentato quattro volte, il fanciullo in questione è rimasto vittima di un attacco fulminante di mutismo. Non ha più aperto bocca dall'inizio alla fine dell'ispezione (che è comunque durata poco più di 3 minuti), limitandosi a fare gesti convulsi con la testa per rispondere alle nostre domande per lo meno incuriosite dal suo scarso interesse nei confronti dell'appartamento. Risultato: è da quando sono usciti che stiamo vagando per la casa, cercando di capire se hanno approfittato dell'annuncio per intrufolarsi e rubarci qualcosa o se possono esistere due persone veramente così addormentate.
-Seya

commenti (2)

yawn
martedì, 25 settembre 2007 07:13 ~ random, cose che capitano, post-it, hikari
CheshireCats

In questo momento sono esattamente le 6 e 56 minuti e 40 secondi ed è una assonnata Hikari che vi parla, una Hikari che in questo momento dovrebbe fare i compiti di algebra e farli anche in fretta visto che la sera prima si è data alla pazza gioia con Dax che è tornato (BENTORNATO CICCIDAAAAAAAAAAAAAX) e si è completamente dimenticata di loro.
Ovviamente però, dato che lei è una persona emo (dove emo sta per emotiva, non sia mai) le emozioni hanno avuto il sopravvento su di lei e per questo si sta ascoltando The Hunger invece di farsi coraggio e fare tutte queste puzzulinissime somme algebriche; tutto ciò, ovviamente, comporta il ricordarsi tutti i momenti belli che ha passato a venezia con tanto di lacrimuccia.. madonna quanto sono lagnosa..  dicevo, ora le è venuta voglia di tornarci e se ne sta altamente sbattendo del quaderno che urla dolorante sotto i suoi dolci gomitini.
Come vi sarete sicuramente accorti non ho poco tempo, bensì pochissimo, e il mio post sta variando da post-ben-scritto a post-così-così e poi post-scritto-un-po'-de-prescia e presto diventerà post fatto tanto per mostrare che sono viva addio-vado-a-scuola. (cristo dovrei essere pronta in questo momento XD)
Prima mi è venuto in mente che noi viviamo pensando al passato senza vivere il presente, e il futuro lo vivremo pensando al presente di ora con nostalgia.. davvero si che lagna, però la mia impressione è questa.. tra l'altro non so nemmeno perchè ho usato il plurale, forse un po' per non sentirmi l'unica idiota che vorrebbe rivivere questi tre mesi altre 10 volte invece di affrontare dei dannati numerini come un vero uomo farebbe, ma vabbè.
In ogni caso ora smetto di scrivere per i seguenti motivi: 1, devo finire i compiti (e siamo a quota 5 ripetizioni); 2, devo fare la cartella; 3, devo ancora scegliere cosa mettermi; 4, devo ancora pettinarmi e andare in bagno e lavarmi le zanne. Per fare ognuna di queste cose impiego circa 10 minuti (per la terza anche 20) e a scuola devo entrarci alle 8, fate voi..
dalla vostra puzzulina Hikari, 7 e 13 minuti e 14 secondi è___é/

P.S.:vabbè, significa che a religione invece che farmi due risate copierò i compiti di algebra. *runs*

commenti (4)

any way the wind blows
lunedì, 24 settembre 2007 15:07 ~ cose che capitano, cambiamenti e rivoluzioni, seya
CheshireCats

Now Listening: Maria Callas -Königin der Nacht
Now Playing: solo io ho il potere di portarmi a bologna le custodie del cubo vuote
Random Quote: "Quello che dice è impossibile, la smetta di far perdere tempo alla gente inventandosi storie!" [Centralinista mestruata della fastweb che tra non molto si beccherà un bel richiamo]

Il primo giorno di università è uno di quei giorni che si ricordano per tutta la vita, come il giorno dell'esame orale di maturità, il primo giorno di superiori o la prima volta che hai preso a pugni qualcuno. Ti svegli con il senso di ansia che hai sempre avuto il primo giorno di una nuova scuola, ma ora che sei grande devi darti un contegno e reprimere il tutto come meglio puoi. Quando ti avvicini alla tua facoltà cominciano a palesarsi i sintomi della Sindrome della Patta Aperta. Ti sembra che tutti ti guardino, magari distogliendo lo sguardo quando ti volti verso di loro e trattenendo una risatina divertita. Controlli di non avere il mento sbavato di biro, di non esserti messo le scarpe al contrario e di non essere uscito con la maglia del pigiama, e cominci a chiederti se magari la tua è solo una paranoia e ti convinci che gli sguardi straniti della gente sono dovuti al fatto che loro sono tanto nervosi quanto te. Sappiate che ho già incontrato la prima dei numerosi nemici che ostacoleranno la mia via verso il diploma. Ho conosciuto tanti bastardi nella mia vita, ma lei è entrata nella top10 con una rapidita sconvolgente. Non so come si chiami, nè quale sia il suo misero ruolo nella società, quindi per comodità mia e vostra la chiameremo la Bidella Ingannatrice. Dico così perchè ha quella classica verve da bidella, un po' claudicante, lo sguardo complessato e maligno insieme e la tessera delle fotocopie che spunta dal taschino insieme alle ricariche dello Swiffer. Quella non è una donna, quella è un demonio. 'Mi scusi, a che piano è l'aula xyz?' 'Cosa? Mai sentita.. Ah, forse so dov'è. È in un altro edificio. Devi andare lì e poi là e poi prendere quell'autobus e poi andare ancora per di lì'. Panico. Esco, comincio a seguire le indicazioni. Man mano che procedo, cerco di capire come diavolo ho fatto a sbagliare non aula, non edificio, bensì quartiere leggendo la mappa. Mi viene un dubbio. Torno indietro, dalla stessa tipa. Metto la felpa, mi lego i capelli: le Bidelle Ingannatrici hanno occhi da falco solo quando si tratta di rapporti extraconiugali tra professori e scritte sui banchi. 'Mi scusi, a che piano è l'aula xyz?' 'Al secondo cara, se vuoi c'è l'ascensore'. Dannata. Qui Base, passo e chiudo.
-Seya

commenti (8)

l'altra metà della mela. marcia.
mercoledì, 12 settembre 2007 12:25 ~ cose che capitano, post-it, seya
CheshireCats

Lunedi 10, Segreteria Universitaria
Matricola Vittima di Malignità Altrui (aka io): Quindi passo un'altro giorno di questa settimana per completare l'iscrizione?
Tipa-al-banco-informazioni-che-non-sa-un-emerito-cazzo-ma-la-pagano-comunque: Ma certooo ^__^ Quando vuoi tesoro, dai lunedì al giovedì siamo aperti dalle 9 alle 12.30, venerdì e sabato al pomeriggio.

Oggi, h 9.30, Casa Mia
Decido che è il caso di andarci un pochino prima in segreteria per non rischiare chissà cosa quindi invece che tornare a dormire prendo la macchina, vado a fare la spesa per poi recarmi in segreteria (e qui voglio sottolineare: invece che tornare a dormire che è un po' come dire "E così Garibaldi decise che le camicie sarebbero state gialle invece che rosse" oppure "All'età di 14 anni il piccolo leo da vinci decise di iscriversi a ragioneria invece che al liceo artistico" o ancora "E fu così che Hansi decise di chiamare il suo nuovo gruppo 'Gli allegri collezionisti di nastrini' invece che blind guardian". Sono quegli errori storici che non possono capitare, NON DEVONO capitare eppure io ci sono cascata in pieno. Chiusaparentesi.)

Oggi, h 11.21, Segreteria Universitaria (vi prego di guardare l'orario)
Mvma: Buongiorno, sono qui per ritirare il libretto... {notare l'aria sperduta e inconsapevole, non vi fa tenerezza? ;-;}
Tipa-eccetera: Ah, al mercoledì chiudiamo alle 11.15 quel servizio. Mi dispiace ^_____^ *ride più o meno come l'ingegnere x dell'altro post, il mondo è pieno di stronzi*
Mvma: ... ah. le dispiace.
Tipa-eccetera: Si molto!!!11

Meno male che non ho il porto d'armi.
-Seya

commenti (4)

Lettera aperta all'Ingegnere Bla
giovedì, 30 agosto 2007 22:53 ~ cose che capitano, seya
CheshireCats

Now listening: Disillusion - Too many broken Cease Fires
Now playing: Pare che ora il wii funzioni
Random Quote: Now look inside this evil dream of mine: I left you dying in the rain (Norther - Dream)

Se qualche mente vivace non l'avesse capito, Bla è un nome fittizio per proteggere l'integrità della privacy dell'uomo in questione

"Egregio Ingegnere Bla,
sebbene non mi sia stato chiesto da parte della sua azienda di compilare nessuna scheda di apprezzamento o di scrivere nessuna anonima lettera di commento in merito alla situazione , dato che tra pochi giorni il mio incarico presso le sue file avrà termine, ho pensato che forse sarebbe cosa gradita per lei se le raccontassi un paio di cose prima che venga a saperle da altri. Premetto che mi sono sinceramente trovata molto bene in generale a lavorare con lei ed i suoi colleghi. Eppure.. ci sono cose che non si possono tacere. Lei ha mai sentirto parlare della prima impressione? Qualcosa che suona come 'non c'è niente di meglio di una buona prima impressione'? Evidentemente no, dato che mi sono dovuta costruire la mia prima impressione sulla sconvolgente immagine di lei in camicetta rosa tie dye degna di Barbie Malibù (e ho detto barbie, non ken) che girava per i corridoi usando una poltrona da pc come bicicletta. Quale allegria,  mi sono detta, quale magnifico scorcio di gioia in mezzo a tanti grigi uffici. Dannazione alle prime impressioni. Sa meglio di me che quella camicetta (che non si è cambiato per quattro giorni) è l'unica cosa che ho visto in questi giorni che non mi abbia controllato anche sotto le suole delle scarpe per vedere se ero sufficientemente attenta-a-seguire-le-procedure. Si perchè, Ingegnere, deve sapere che per quanto i suoi colleghi siano amabili presi uno alla volta, insieme sono un'arma di distruzione di massa. Le riporto un discorso a caso tra i tanti che meriterebbero:
Povera-Impiegata-Innocente (aka me): Ingegner X, manca il foglio 32 di questo fascicolo
Ingegner X: Controlla più avanti, lo avranno messo nel punto sbagliato
P.I.I.: *imbarazzata* Ho controllato ingegnere, non c'è..
Ingegner X: Ahah, simpatica *ride di gusto, sto pezzo di merda*
P.I.I.: No, guardi, non scherzo. Manca sul serio.
Ingegner X: *si solleva di scatto dalla sedia con espressione grave* Lo vedremo subito... *Mi strappa il fascicolo di mano e controlla tutte le 120 pagine, una per una, fronte e retro. A pagina 70 comincia a sudare. A pagina 100 si gratta nervosamente la pelata. A pagina 120 deglutisce rumorosamente* Sono sicuro che ci sia. Chiediamo consulto all'ingegnere Y. *con convizione lo chiama*
L'ingegner X ci mette 12 minuti buoni a spiegare all'ingegner Y cos'è successo, cominciando dal principio e facendo un breve intermezzo sulla qualità della carta del fascicolo. Io osservo la scena, fiduciosa.
Ingegner X: Vediamo pure *Tono diffidente. Prende il fascicolo e lo sfoglia anche lui come il suo collega, con le stesse reazioni* La risposta è semplice... *mormora poi. Io sospiro con sollievo, e l'ingegner X smette di sudare* ..basta chiedere al collega Z.
P.I.I: Chiedere COSA? *ho il primo attacco di stupor della mia vita, mentre SIA l'ingegnere X che l'ingegnere Y spiegano una volta per uno (con una media di 15 minuti di spiegazione a testa) l'avvenimento all'ingengere Z, che per tutta risposta ripete la scenetta dei primi due.*
Risultato: la pagina non si trova. Ma perchè nessuno l'ha cercata se non proprio lì dove manca. Ingegnere, a voi manca la fantasia. Vi manca immaginare qualcosa che non può esistere, vi manca ipotizzare situazioni che non rispecchino la realtà, vi manca quella cosa che ti spinge a voler vivere un giorno ancora solo perchè magari domani arriverà il principe azzurro a regalarti 50000 euro in banconote del monopoli. Ma si rende conto che è arrivato a scuotere la testa e a consigliarmi di buttare via una delle mie magliette più belle perchè "un guardiano cieco non dev'essere un gran che, come guardiano"? Ad ogni modo la ringrazio per la lezione di vita che mi ha impartito. Ora so cosa non voglio diventare da grande. Cordiali saluti
                                        La sua P.I.I."

Ovviamente i fatti narrati sono di pura fantasia; nomi, personaggi, luoghi ed avvenimenti sono il prodotto della mia insana immaginazione, ed ogni riferimento a persone esistenti è puramente casuale. Almeno finchè non mi arriva lo stipendio.
-Seya


commenti (6)



Benvenuti nella nostra fabbrica. Potrete trovare gli oggetti che da sempre desiderate e le cose che più bramate. Abbiamo un vasto assortimento di stivali per gatti, palloncini bucati ed avvocati senza scrupoli. Se vi inoltrerete tra i nostri scaffali (a vostro rischio e pericolo) troverete post-it in carta di riso, lampadine da ricambio per le vostre stelle, principesse in età da marito, guanti da bianconiglio e mappe del tesoro. Magari vi perderete tra i nastri trasportatori, i rulli compressori e tutti i macchinari che finiscono con ori. Qua e là per la fabbrica troverete pezzi del nostro cuore e della nostra mente, momenti della nostra giornata e attimi della nostra vita: non portateli via. Osservateli se volete, commentateli, sono messi lì apposta. Non chiederemo soldi in cambio della nostra merce, nè vi costringiamo a rimanere. Ad ogni modo, ci auguriamo che la permanenza risulti piacevole e speriamo che possiate trovare l'innaffia-nuvole che stavate cercando senza saperlo. Seya


Amo/Odio: La pioggia, il cioccolato, il passato, svegliarsi prima di quanto si dovrebbe, il cioccolato di nuovo, la doccia, le scarpe con il tacco, i farmaci, i viaggi in aereo, le amiche che parlano tanto, il bianchetto, sentire qualcuno che parla di te, i viaggi in generale, un abbraccio, piangere, la neve, la spiaggia, il mare, chi ascolta musica, il doposole, gli sms di mio babbo con i risultati del calcio, la scuola, la mamma, le candele, seya, le vacanze corte, il miele e tante altre cose che ora non ricordo.
Musica: Blind Guardian, Edguy, Epica, Vision Divine, Avantasia, AC/DC, Rhapsody, Symphony X, Stratovarius, Norther, Tystnaden, Helloween, Jorn Lande, Apocalyptica, Dark Moor, Disillusion, Amorphis, Savatage, Ayreon, Blackmore's Night, Silentium, Fjoergyn, Within Temptation, Mors Principium Est, Lunatica, Elvenking, The Who, Embraced, King Crimson, Mozart, Joe Satriani, Sigur Rós, Metallica, Eternal Tears of Sorrow, Dark Lunacy, Immediate Music, Slumber, Iron Maiden, Russell Allen, Liquid Tension Experiment, Twisted Sister, Queen, Trick or Treat, Altaria, Dire Straits, Billy Joel, Sonata Arctica, The Velvet Underground, Iced Earth, Nightwish, Novembre, Twilight Ophera, Krypteria, Bach, Hurt, Kalmah, Die Apokalyptischen Reiter, Clint Mansell, OSI, Maria Callas, Poison, Katatonia, Freedom Call, Haggard, Eric Clapton, Dream Theater, Pachelbel, Gamma Ray, Dragonforce, Genesis, Manowar, Dream Evil ed altri vari

È la ciliegina sulla torta di cui tutti sentono parlare ma che pochi hanno avuto l'onore di vedere nella realtà e ancora meno di assaggiare. Eppure, per quanto la prima impressione possa essere ottima e invitante per tutti, posso assicurarvi che in realtà lei è ancora meglio di quanto chiunque si aspetti. È un campo di girasoli durante un viaggio in macchina noioso, una patatina fritta finita per sbaglio sulla tua pizza margherita. Ti fa allargare gli occhi per la sorpresa e non riesci a trattenere un sorriso di cui tu solo sai il significato. È la punta di cioccolato di un cornetto, la schiuma del bagnoschiuma ai frutti di bosco (che non brucia gli occhi però). Ti consola quando sei giù di morale, e tira fuori da te la parte più dolce che tutti dimentichiamo. È un cd con la tua musica preferita, il libro che non smetteresti mai di rileggere. Ti fa passare dei momenti felici, senza chiederti nulla in cambio se non l'affetto che chiunque vorrebbe darle. È una delle persone migliori che puoi sperare di incontrare, e ti consiglio di tenertela stretta, senza farle male. E quando sarà inverno, quando sarà primavera, estate ed autunno, stai certo che lei sarà lì accanto a te, pronta a strapparti una risata o a meravigliarti con qualcosa di nuovo. Perchè lei è Hikari, e nessuno riuscirà mai a cancellare dai suoi occhi quella luce che solo lei può avere. Per fortuna. Seya
Hi ka ri, ci sono parole per descriverla? E' un fiore, un piccolo bellissimo fiore che sboccia. E' lo spiraglio di luce che fende le nuvole dopo una giornata di pioggia. E' l'aroma del caffè le mattine d'inverno e il marshmallow nella cioccolata calda. Hikari di una dolcezza infinta, Hikari che ti fa sorridere quando sei triste e ti sorride anche quando è triste. Una di quelle poche persone di cui sei assolutamente felice d'averne fatto la conoscenza. Un oggetto luccicante in uno sterminato prato verde. Una parola dolce nel momento giusto, e un'adorabile custode. Una persona per la quale sprecarsi a scrivere una cosa del genere. Perchè merita questo e tanto altro. Giulycat
Musica: Abyssaria, Abyssos, Ajattara, Amniotic Count, Amok, Amorphis, Anathema, Anorexia Nervosa, Apocalyptica, Arch Enemy, Arsis, Blackmore's Night, Blind Guardian, Catamenia, Children of Bodom, Dark Lunacy, Dark Tranquillity, Death, Demiurg, Dimmu Borgir, Disillusion, Dragonland, Elvenking, Embraced, Emperor, Enslaved, Ensiferum, Epica, Eternal Tears of Sorrow, Finntroll, Fjoergyn, Graveworm, Helloween, Idolator, In Flames, Insomnium, Iron Maiden, Kalmah, Katatonia, Killswitch Engage, Lacrimas Profundere, Mar De Grises, Midnattsol, Moonsorrow, Morbid, Mors Principium Est, Mortiis, Nightwish, Nirvana, Nocte Obducta, Norther, Novembre, Persuader, Process of Guilt, Raintime, Rising Moon, Sadist, Sepultura, Scar Symmetry, Shining, Sirenia, Slumber, Soilwork, Sonata Arctica, Sonic Syndacate, Stratovarius, Swallow the Sun, Testament, Tiamat, Turisas, Weird Al Yancovic, Winterhorde, Wintersun e altri

aEnimation
Artax's Blog
Coseacaso
Dax's Blog
Hikari's Deviantart Page
Hikari's Flickr Page
Hikari's Last.fm
Hikari's Livejournal page
Hikari's Website
il granchio in frack
Leo8's Blog
personalitaconfusa
seya's aNobii
seya's backloggery
seya's Deviantart Page
seya's flickr
seya's flixster
seya's Last.fm
seya's myAnimeList
The Land of Crow

blog
cambiamenti e rivoluzioni
cose che capitano
cose che capiteranno
hikari
momenti di scazzo
musica
nostalgia
pensieri
post-it
quello che non vedremo mai
random
random stuffs
ricordi
scritto altrove
seya
sometimes i smile

oggi
giugno 2009
marzo 2009
febbraio 2009
gennaio 2009
dicembre 2008
novembre 2008
ottobre 2008
settembre 2008
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007


*loading* innaffia-nuvole sono stati venduti da Martedì 24 luglio 2007.

Grazie a Seya per l'idea del blog, per la sua fantasia, per la sua gentilezza e per il suo modo di fare tipo ora-lavoro-anche-se-sono-le-3-di-notte; grazie a pic44, Yuri, Aka-light e Leo8 per avermi aiutata con il template.
Last but not least, a big thank you to Bntal3nabi-stock, which made me use one of her textures for the blog's top and bottom images.
Image hosting@ Hikaru no Kokoro
Blog hosting@ Splinder
Template@ Hikari


Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001